Il 3 giugno l’Italia intende riaprire la frontiera a chi proviene dalla Svizzera e anche se per effettuare il tragitto in senso opposto la soluzione appare ancora lontana, ricordando quanto ha riferito nei giorni scorsi il direttore del Dipartimento delle istituzioni ticinese Norman Gobbi, le regioni stanno attivandosi in ordine sparso. E capita che applichino scelte non sempre aderenti ai voleri del Governo di Roma.
Molto scalpore aveva del resto suscitato la notizia di un passaporto sanitario, necessario per raggiungere la Sardegna, meta ambita e amata da molti svizzeri (e ticinesi). E se il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ha dichiarato alla stampa che su tale tematica “tutto quello che potrà essere deciso sulla mobilità internazionale sarà deciso dallo Stato”, qualche dubbio resta, insieme al timore di arrivare in aeroporto o in un porto di partenza (Genova, Livorno, Civitavecchia) verso l’isola o di attracco, come Olbia, Golfo Aranci o Porto Torres, e finire in quarantena.
Una risposta da parte delle autorità l’ha data alla RSI il capo ufficio stampa della Regione Sardegna, Ignazio Artizzu, secondo il quale “per arrivare in Sardegna sarà sufficiente il test eseguito in un laboratorio svizzero e i turisti potranno serenamente trascorrere la loro vacanza in Sardegna. Unico accorgimento sarà scaricare una app una volta sbarcati. Ulteriori notizie saranno da noi diffuse nei prossimi giorni”.






