Le vacanze pasquali si aprono quest’anno all’insegna della prudenza. Le tensioni geopolitiche internazionali stanno infatti incidendo sulle scelte dei viaggiatori, che oggi, prima di prenotare, sono chiamati a valutare molti più elementi rispetto a quanto accadeva fino a poco tempo fa. Al di là del costo dei carburanti e dei biglietti aerei, a pesare sono soprattutto la stabilità delle destinazioni e la percezione di sicurezza.
Tra le aree che fino a poco tempo fa giocavano un ruolo di primo piano per le vacanze di primavera c’era il Medio Oriente, favorito dalla relativa vicinanza e dal clima mite. Oggi però destinazioni come Dubai, altre destinazioni degli Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman e Arabia Saudita risultano meno attrattive o comunque sconsigliate, spingendo i ticinesi a orientarsi altrove.
A delineare il nuovo quadro è Fabio Capone, responsabile per il Sopraceneri di Kuoni. “La domanda si è sviluppata in maniera abbastanza eterogenea, direi, perché abbiamo le classiche capitali europee come Londra e Parigi, che rimangono un classico di questo periodo. Anche destinazioni da visitare come possono essere la Scozia, l’Irlanda e in relazione al lungo raggio il Giappone - spiega ancora Capone - continua a essere una delle mete più richieste in questi ultimi anni. Se poi gettiamo lo sguardo alle vacanze balneari in questo periodo, i Caraibi, in particolare la Repubblica Dominicana o l’Oceano indiano con le classiche mete delle Maldive, delle Mauritius, rimangono comunque tra le scelte della clientela”.
Per l’estate si scelgono di più destinazioni mediterranee come la Spagna
Lo sguardo, intanto, si sposta già verso l’estate. Anche qui il fattore geopolitico rischia di influenzare il mercato, dirottando la domanda verso le destinazioni mediterranee più collaudate. “Abbiamo le destinazioni del Mediterraneo come può essere la Spagna, osserva ancora il responsabile di Kuoni, le isole Baleari, le Isole Canarie, che sono un sempreverde e anche la Grecia e l’Italia. Ecco, è importante sottolineare di fare le prenotazioni per tempo perché – ovviamente - mancando all’appello alcune destinazioni cresce la domanda su altre, quindi è importante riservare per tempo.” Se alcune mete escono dai radar, la pressione si concentra quindi inevitabilmente su quelle ritenute più affidabili, con il rischio di una minore disponibilità e di prezzi meno favorevoli.
Le agenzie di viaggio come punti di riferimento
Lo scoppio della guerra in Iran ha riportato inoltre al centro dell’attenzione il tema dei turisti bloccati nelle aree di crisi. E in un contesto internazionale sempre più fragile, cresce anche il ruolo delle agenzie di viaggio, viste da molti come un presidio di informazione e assistenza. “Proprio così. Questa non è la prima crisi che si passa. L’abbiamo riscontrato anche in crisi passate. l’Agenzia diventa un po’ il centro dove poter appunto scambiare informazioni, dove poter avere anche fiducia nelle informazioni che vengono date. Anche perché appunto dietro c’è un apparato con il quale il passeggero è comunque sempre monitorato anche sul posto, quindi questo dà una certa sicurezza e flessibilità e sicurezza sono due elementi che il pubblico cerca”, conclude Capone.
L’impennata dei prezzi dei carburanti che si riflette anche sui biglietti aerei, da quanto constatato dagli operatori del settore, al momento invece non incide sulle scelte dei viaggiatori.








