"Non vogliamo commentare speculazioni giornalistiche, quello che possiamo confermare è che entro il 2023 la banca avrà un taglio dei costi di un miliardo, che andrà inevitabilmente a toccare tutte le divisioni e tutte le regioni, Svizzera e Ticino compresi". Luca Pedrotti, direttore regionale di UBS, così si è espresso dopo la diffusione della notizia dei 700 impieghi che l'istituto si appresterebbe a tagliare nei prossimi tre anni.
Ancora nessuna informazione riguardante la portata di questa misura in Ticino: "Più avanti sapremo l'impatto e le conseguenze. Inizieremo in queste settimane, è un processo che richiederà del tempo, perché dietro a ogni numero c'è sempre una persona". Pedrotti ha poi spiegato i motivi di questa decisione: "Abbiamo registrato un aumento importante dei costi. Sono stati fatti investimenti significativi in ambito tecnologico e digitale. Tutta questa trasformazione digitale porta inevitabilmente alla cancellazione di determinati posti di lavoro e porta parallelamente alla creazione di nuovi profili".
La speranza è quella di riuscire a dare una sistemazione interna a più persone possibili: "Siamo confidenti di poter trovare delle soluzioni per chi magari inizialmente perde il proprio posto di lavoro. È una situazione che abbiamo già vissuto durante l'annuncio della chiusura delle tre filiali. Tutte le persone coinvolte hanno trovato una sistemazione interna, nessuno è stato licenziato".

Tagli a UBS? Il Ticino non sarebbe risparmiato
Il Quotidiano 19.05.2021, 21:00






