Il Gran Consiglio ticinese ha respinto lunedì l'iniziativa parlamentare del 23 giugno del 2010, diretta ad abolire l'obbligo di notifica al vescovo, in merito all'apertura di procedimenti penali a carico di ecclesiastici.
Con 45 voti contro 19 e 3 astensioni, il Legislativo ha deciso di non dar seguito al testo, che qualificava la norma in questione come un vincolo ormai desueto e anacronistico, assimilato in aula ad un privilegio dal cofirmatario del testo Francesco Cavalli (PS).
Contrario anche il Governo. Il consigliere di Stato Norman Gobbi, ricordando lo status della Chiesa cattolica in Ticino come entità di diritto pubblico, ha peraltro definito semplicistica l'idea per cui, con tale notifica, emessa solo per reati gravi, i procuratori pubblici lederebbero il segreto istruttorio.
Red.MM/ARi






