Con il lockdown e la diminuzione degli spostamenti, la domanda di benzina è diminuita anche nella Svizzera italiana: "La situazione è grama, c'è una diminuzione del 50%-60% dei consumi", dichiara alla RSI Carlo Righetti, presidente dell'Associazione regionale dei commercianti di combustibile del Cantone Ticino.
Questo ha avuto un influsso sul prezzo, però oltre la metà di ciò che si paga alla pompa di benzina sono tasse, per questo motivo il prezzo non è crollato e si è stabilizzato su un franco e quaranta. Lo stesso discorso vale per l'olio da riscaldamento, che attualmente costa circa un terzo in meno: "Il prezzo è basso, al momento c'è un fortissimo acquisto, anche da parte di quelli che solitamente aspettavano settembre e ottobre".
Lo storico accordo raggiunto una settimana prima dai paesi produttori di petrolio per tagliare la produzione, non è quindi stato sufficiente. "Nessuno compra, specialmente le benzine, perché non si sa dove metterle. Ci sono le petroliere in mare che non possono scaricare perché non ci sono spazi", commenta Righetti.






