La tassa sulle case di vacanza non è una priorità del nuovo Consiglio di Stato ticinese. Secondo quanto riferisce mercoledì il Giornale del Popolo, per il Governo uscito dalle urne in aprile il discusso balzello sui “letti freddi” lanciato da Laura Sadis a inizio anno non rientra tra le tematiche urgenti di questa legislatura.
L’imposta, che avrebbe colpito le residenze secondarie non destinate a scopi turistici, prevedeva di far pagare una quota a chi possiede una casa o un appartamento di vacanza che restano disabitati per più di tre mesi all’anno. La consultazione avviata tra i comuni dal Governo aveva evidenziato una certa equità tra favorevoli e contrari, con i primi motivati dal fatto che ovviamente con la tassa si potevano ricavare ulteriori introiti.
Il vicedirettore delle Contribuzioni, Giordano Macchi, ha spiegato che il passaggio in secondo piano della proposta “non significa che sia stata bocciata, quanto invece che per il momento non sarà trattata dal CdS e di riflesso neppure dal Parlamento”.
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