da Bellinzona Leonardo Spagnoli
Cancellazione delle valutazioni sommarie e unilaterali, coinvolgimento del personale nel processo di riorganizzazione in corso della sezione della Logistica e una presa di posizione chiara del Consiglio di Stato nei confronti dell’opinione pubblica sui due precedenti punti.
E’ quanto chiede la lettera concordata in quasi due ore di discussione all’interno della neo costituita commissione del personale, unitamente ai sindacati (VPOD e OCST), che è stata consegnata nel pomeriggio al governo ticinese sul caso delle “valutazioni selvagge” dei dipendenti. Si è voluto sottoscrivere un documento unitario, frutto di una discussione condivisa da tutti, ha sottolineato Raoul Ghisletta (VPOD) che ha coordinato i lavori.
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Ora spetta all’esecutivo “ricreare le condizioni di fiducia reciproca” affinché non vi siano strascichi alle pagelle semplificate (fondista, ragazzo difficile, campione, non classificabile) scritte da uno dei quattro capi area finite inavvertitamente su una stampante dell’amministrazione cantonale.
Nessuna denuncia penale all'orizzonte
Del resto erano subito giunte le scuse del responsabile ad interim della sezione Nicola Novaresi che hanno contribuito a rasserenare il clima, ha continuato il sindacalista. L’importante ora è focalizzare l’attenzione sulla riorganizzazione della Logistica attraverso il coinvolgimento del personale, invece di perdere tempo nella ricerca della persona che ha divulgato all’esterno la notizia.
Nell’incontro non si è invece parlato di possibili denunce penali, un’ipotesi che quindi allo stato delle cose non sembra opportuno percorrere. Sull’eventualità che quanto emerso negli scorsi giorni possa essere esteso a ulteriori ambiti dell’amministrazione Raoul Ghisletta è cauto. Rischi maggiori, precisa, ci sono nel settore privato.
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Documento in mano alla commissione parlamentare
Va infine rilevato che, sempre oggi, il Consiglio di Stato ha trasmesso, su indicazione del DFE, il documento sulla valutazione del personale alla commissione parlamentare d’inchiesta. Si tratta di “un documento di lavoro ancora in fase embrionale”, spiega Bellinzona, “che ieri è stato malauguratamente” diffuso “senza adeguate spiegazioni” e ha quindi “provocato un comprensibile malumore in seno al personale”.








