REPORTAGE

Lugano Marittima e le misure anti-rissa in vigore

Due giovani confessano di aver preso parte alle risse “molte volte, ma per motivi validi” - Sulla sicurezza, un agente Prosegur: “I nostri interventi coercitivi avvengono sempre nella misura della sfera della sicurezza personale”

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Lugano Marittima
14:36

LuMa in bilico tra regole e libertà

Il Quotidiano 22.06.2026, 19:00

  • RSI - Il Quotidiano
Di: Damiano Realini, servizio originale - AC, adattamento

Lugano Marittima è tra i luoghi più affollati del Ticino durante l’estate. Nelle serate dei fine settimana ha attirato fino a 3’000 persone, molti delle quali minorenni.

Un luogo che tra alcol e vetri rotti è stato spesso scenario di risse, al punto da spingere la Città di Lugano a prendere delle contromisure: vietare l’accesso con vetri e alcol portato da casa, aumentare la sicurezza il giovedì e nei weekend.

Risse tra gruppi di giovani

“Circa tre settimane fa c’è stato un regolamento dei conti tra due gruppi di giovani in fondo alla foce”, spiega alle telecamere del Quotidiano della RSI Michele Parola, vicecapo della sicurezza Prosegur. “I nostri agenti sono dovuti intervenire dall’interno. C’erano circa una trentina di persone”.

Michele Parola, vicecapo della sicurezza Prosegur e Franco Campanini, capo della sicurezza Prosegur

Michele Parola, vicecapo della sicurezza Prosegur e Franco Campanini, capo della sicurezza Prosegur

  • RSI - Il Quotidiano

“I nostri interventi coercitivi avvengono sempre nella misura della sfera della sicurezza personale”, aggiunge Franco Campanini, capo della sicurezza Prosegur.

Minorenni e violenza

I minorenni arrivano al LuMa con il calare della notte. Due giovani anonimi confessano di aver preso parte alle risse “molte volte, ma per motivi validi”.

Due giovani anonimi raccontano di aver preso parte alle risse

Due giovani anonimi raccontano di aver preso parte alle risse

  • RSI - Il Quotidiano

“Inizialmente la situazione era ingestibile a livello di numeri e di comportamenti”, afferma Matteo Ferrara, custode del LuMa. “Bottiglie in giro e rotte, sui gradoni e nelle transenne. Gente che cercava di scavalcare da qualsiasi parte. Dare la possibilità alle persone di divertirsi con meno regole non si è dimostrata valida, quindi il Comune è dovuto intervenire. Con i controlli la gente c’è ancora ma in maniera più civile”.

Fotografia dei rifiuti lasciati al LuMa

Fotografia dei rifiuti lasciati al LuMa

  • RSI - Il Quotidiano

Le nuove regole

Dopo le nuove misure adottate, si può consumare solamente acquistando dalle casette presenti sul luogo. Alcuni ragazzi sostengono che i cocktail sono troppo cari. “Ricordiamoci che siamo a Lugano”, spiega la barista Angela. “Facciamo cocktail a 13 franchi con 2 franchi di cauzione. Non è caro”.

Giovani alle casette del LuMa

Giovani alle casette del LuMa

  • RSI - Il Quotidiano

I ragazzi sono in cerca di divertimento. “Il problema è quando subentra l’alcol: la situazione degenera”, aggiunge. Per quanto riguarda il controllo dei minorenni “noi controlliamo sempre i documenti”.

Roberto Badaracco: “Misure selettive, non restrittive”

A seguito di un’escalation di episodi di disturbo, culminati in una rissa che ha portato un giovane all’ospedale, il Municipio di Lugano ha introdotto severe misure di sicurezza per l’evento estivo. Roberto Badaracco, capo del Dicastero cultura, sport e eventi di Lugano, ospite in diretta al Quotidiano della RSI, ha definito l’episodio “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, motivando la necessità di “anticipare gli eventi” invece di rincorrerli.

Badaracco difende la scelta di misure più restrittive, definendola una misura “selettiva e di sicurezza” e non restrittiva, necessaria per garantire la tranquillità della “maggioranza delle persone” che, a suo dire, ha accolto con favore il cambiamento. Sebbene la decisione limiti la libertà individuale in uno spazio pubblico, Badaracco la inquadra come una risposta a un più ampio disagio giovanile. Le misure, viene assicurato, sono per ora temporanee.

(Il reportage completo andato in onda al Quotidiano in cima all’articolo, ndr.)

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