“Fa piacere sapere che c’è una accelerazione in questa direzione” . In questo modo Giorgio Giudici commenta (ascolta l'audio a lato) il documento presentato giovedì mattina a Bellinzona riguardante il Piano cantonale delle aggregazioni . L’ex sindaco di Lugano, da sempre sostenitore di questa soluzione, ci spiega (sottolineando di non conoscere i dettagli della proposta), che l’importante “è che si possa costruire però un modello che tenga conto delle caratteristiche regionali e soprattutto imprima la consapevolezza ai comuni che sono parte di una regione di essere solidali tra di loro per consolidare la propria regione di riferimento”.
E per quanto riguarda la grande Lugano, che nella proposta non contempla però per esempio la Capriasca e l’Alto e Basso Malcantone? “Io sono convinto che tra 30 o 40 anni Lugano sarà uguale al distretto”, afferma Giudici, “perché solo in questo modo che si fa veramente una regia equilibrata e ponderata del territorio, delle sue risorse, senza creare tensioni. E’ già un passo importante di coraggio questa prima scelta, ma penso che sarà un passaggio intermedio”.
La proposta per concretizzarsi dovrà superare diversi scogli e soprattutto dovrà essere digerita da chi non vuole nemmeno sentire pronunciare la parola aggregazione. “E’ una questione di cultura e di mentalità degli amministratori comunali a recepire questo progetto ed essere disponibili ad assecondarlo, se non esiste questa premessa ci saranno solo contrasti e conflitti e questo piano rimarrà solo un piano velleitario”.
(AlesS)
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GIUDICI SPATARO uno.MUS
RSI Info 07.11.2013, 18:51
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GIUDICI SPATARO un bel piano ma.MUS
RSI Info 07.11.2013, 18:51







