Orfeo Maestrini deve rimanere dietro le sbarre. Lo ha deciso nei giorni scorsi la giudice dei provvedimenti coercitivi Claudia Solcà, chiamata a esprimersi sull’internamento a tempo indeterminato del 36enne di Magliaso, in carcere da oltre dieci anni per aver ucciso i genitori. Maestrini, affetto da problemi di tossicodipendenza, era stato dimesso da appena un mese quando, la sera del 30 gennaio 2004, accoltellò il padre e la madre dopo averli storditi con un bastone.
La sentenza è stata emessa sulla base di più elementi: la perizia psichiatrica (allestita dalla dottoressa Alessandra Canuto), vari referti medici e, non da ultimo, il parere negativo espresso dalla Commissione per l’esame dei condannati pericolosi.
Nessuna liberazione condizionale, dunque. La misura dell’internamento, stabilita nel 2005 dalla Corte delle Assise Criminali, resta in vigore. Quello di Maestrini è attualmente l’unico caso in Ticino. Il legale di Maestrini, Attilio Rampini, potrà comunque inoltrare ricorso.
Francesco Lepori






