La deputazione ticinese alle Camere sta elaborando un atto parlamentare sull’autocertificazione linguistica dei camici bianchi (vedi articoli correlati). In seguito a una revisione della Legge federale sulle professioni mediche, chi esercita questo mestiere è obbligato a far iscrivere nel registro professionale le lingue con le quali è in grado di esercitare.
Peccato, però, che nel registro in questione venga riportato solamente l’idioma utilizzato per ottenere il diploma universitario: solitamente il tedesco. Per far figurare l'italiano, i medici ticinesi devono fornire un'autocertificazione linguistica, pagando una tassa di 50 franchi. Una discriminazione per i deputati, che proveranno ad eliminare a Berna.
“Si tratta di un paradosso e di una discriminazione; una situazione improponibile alla quale intendiamo porre rimedio”, ha dichiarato ai microfoni della RSI Marco Chiesa, capodeputazione.
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