Gli attacchi, le accuse e la decisione del Consiglio di Stato ticinese di trasferirlo ad altro incarico non sono piaciute Massimo Martignoni, l’ex capo della Sezione della logistica, che attraverso un comunicato passa al contrattacco e si difende, preannunciando un possibile ricorso.
Il suo trasferimento, annunciato a inizio mese, è stato motivato col coinvolgimento nel caso degli illeciti legati ai mandati concessi alla CHIT SA. Una questione spinosa che, secondo l'ex funzionario della Logistica, ha dato adito a "una serie di articoli ove speculazioni, congetture ed informazioni non confermate si sono purtroppo confuse con quella che è la realtà oggettiva e dimostrata dei fatti".
Onestà messa in dubbio
Martignoni denuncia così una "campagna denigratoria" nei suoi confronti e la "messa in dubbio delle sue capacità di condurre la Sezione della Logistica", nonché della sua onestà.
"Se da un lato sono state accertate delle disfunzioni formali, dall’altro lato non vi sono prove che inducano a pensare a delle scorrettezze gravi, quali ad esempio una palese e/o sistematica preferenza dell’attribuzione di lavori alla ditta CHIT SA", osserva il funzionario, secondo il quale "in nessun punto dei due rapporti citati vengono mossi degli addebiti concreti e circostanziati alla mia conduzione. "
Ricorso per far chiarezza
Pur riconoscendo al Governo autonomia nella scelta dei funzionari, nel comunicato sottolinea di non condividere “le motivazioni e, soprattutto, le modalità” del suo allontanamento. Alla luce di queste considerazioni, Martignoni non esclude di ricorrere contro tali misure. Una decisione importante per “dimostrare che non mi possono essere rimproverate, né irregolarità, né deficit di gestione e conduzione” della Sezione della logistica.
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CSI 18.00 GHIELMINI MARTIGNIONI 10.02.12.MUS
RSI Info 10.02.2012, 18:00
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