Mille franchi al mese e in nero, con una pausa pranzo non superiore alla mezz'ora: è l'offerta "massima" ricevuta da una aiuto dentista che dopo il diploma è stata inviata dall'Ufficio regionale di collocamento per un periodo di prova in uno studio del Locarnese. Del caso riferisce laRegione di oggi, mercoledì. Uno dei due dentisti, racconta la ragazza che ha messo fine all'esperienza dopo tre giorni, continuava inoltre a sminuire la formazione da lei seguita in Svizzera, a suo dire molto inferiore a quella italiana. Tanto che alla giovane è stato pure proposto di "fare pratica" anche in un'altra sede della stessa azienda, oltre confine.
Il titolare di un altro studio della zona, interpellato dal quotidiano, condanna la situazione e parla di un problema "già noto da tempo a Lugano" e che si sta diffondendo anche altrove in Ticino, quello dei professionisti italiani che si comportano come venditori sia con i pazienti che con il personale. E non esistono controlli, se non quelli che la Società svizzera di odontostomatologia garantisce agli affiliati. L'invito è a diffidare di chi si fa pubblicità, per altro vietata in Svizzera.
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