I mondiali di sci di St. Moritz sono stati un successo. Sportivamente sono stati emozionanti e hanno visto la Svizzera conquistare numerose soddisfazioni. Organizzativamente si sono fatti apprezzare. Ma soprattutto, al contrario di tante altre manifestazioni simili, da un punto di vista finanziario non si sono rivelati un affare in perdita. Inoltre l’evento ha garantito alla regione 144'000 pernottamenti, un indotto complessivo di 142 milioni di franchi (secondo solo agli Europei di calcio del 2008) e un ritorno di immagine dal valore inestimabile.
A sette mesi esatti dalla cerimonia di chiusura del 19 febbraio, gli organizzatori e l’Alta scuola di Lucerna martedì hanno presentato uno studio allestito per verificare il raggiungimento degli obiettivi ambientali, economici e sociali che erano stati fissati al momento dell’allestimento della candidatura.
Su 22 progetti settoriali, 19, è stato rilevato, sono stati completati interamente (14) o quasi (5). Compresi quelli riguardanti la sostenibilità dell’evento in materia di gestione dei rifiuti o di riduzione dell'uso di carburante per la preparazione delle piste. Mancato invece il proposito di realizzare un campionato neutrale dal punto di vista energetico per il mancato accordo tra le aziende elettriche sponsor dell'evento. E pure l'obiettivo di suscitare un'ondata di entusiasmo per lo sci tra i giovani.
Diem/GS/RG






