Nell'aprile del 2018, una coppia di ticinesi perse la vita dopo essere stata travolta da una frana sulla Statale 337, che collega Domodossola a Locarno attraverso le Centovalli. Nel processo civile, i parenti delle vittime hanno chiesto un risarcimento danni all'Anas, la società proprietaria della strada, che però respinge ogni accusa.
Secondo l'azienda che controlla le strade statali italiane, l'indennizzo spetterebbe al comune di Re, dove è successa la tragedia. Per Massimo Patritti, sindaco del Comune è stata una sorpresa: “è vero che il versante è nostro ma la strada no, non abbiamo obblighi e non abbiamo nemmeno i fondi per mettere barriere paramassi ”.
Contattata dalla RSI l'azienda che gestisce le strade nazionali italiane ha deciso di non esprimersi sulla questione. Ma nel documento ricevuto dal comune di Re - che gli avvocati hanno preferito non farci leggere - Anas ammetterebbe che la tragedia sarebbe stata in ogni caso impossibile da prevedere.
“Anas dice che l'evento era imprevedibile, ma che deve rispondere il Comune”, commenta il sindaco Patritti. Il Comune, ovviamente, non ci sta: "Personalmente per il mio Comune non vedo responsabilità... non è che possiamo andare a mettere in sicurezza le montagne perché ci sono le strade statali".
“Se qualcuno ha deciso di fare una strada sotto una montagna deve garantirne la sicurezza”, sottolinea il sindaco, che ribadisce la ferma opposizione del suo Comune. L'udienza è fissata per il prossimo 14 novembre.
Lavori in corso
ANAS ha segnalato alla RSI di aver già effettuato o di avere in programma interventi per 12 milioni e mezzo di euro sulla statale 337. Si tratta soprattutto di lavori di messa in sicurezza dei versanti, con l'eliminazione di parti di roccia che erano pericolanti e la posa di reti paramassi in particolare tra Re e Ponte Ribellasca, proprio nei pressi del confine con la Svizzera. Questi lavori dovrebbero venir terminati in settembre.
Sono ancora in fase di progettazione invece i lavori che prevedono la messa in sicurezza del manto stradale e la realizzazione pensate di 3 ponti, 4 viadotti e 2 gallerie. L'inizio dei lavori è previsto per il 2024 per un appalto da 134 milioni. Questi lavori creeranno disagi notevoli in particolare ai circa 1'200 frontalieri che percorrono questa strada ogni giorno.
"È chiaro che con i lavori (si spera inizieranno alla fine dell'anno prossimo) ci saranno chiusure anche complete - commenta Patritti, che è anche vicepresidente dell'unione dei Comuni valle Vigezzo -. Comporteranno gravi disagi che si rifletteranno anche su altre arterie".
La Statale 34 del lago Maggiore
Anche questa strada sarà oggetto di lavori di miglioria. La strada è nota soprattutto perché nel marzo del 2017 una frana uccise un 68enne di Vacallo che passava fra Cannero e Cannobio in moto. Da allora l'Anas ha lavorato perlopiù sulla posa di reti paramassi (per un totale di 18mila metri quadrati di reti). Poi ci sono i Comuni che hanno a disposizione 25 milioni di euro. I lavori toccano in modo particolare la zona di Cannobio... abbiamo dunque sollecitato il sindaco Gianmaria Minazzi.
"Adesso stiamo finendo di mettere le reti sui versanti - dichiara il sindaco di Cannobio Gianmaria Minazzi - Da settembre verrà fatta una galleria paramassi tra Cannero e Cannobio sul territorio di quest'ultimo Comune, proprio dove era deceduto il cittadino elvetico. Sono lavori complessi che porteranno qualche disagio ai frontalieri".
Dopo gli anni terribili di una frana seria all'anno la situazione sembra essersi stabilizzata. Le autorità però hanno dichiarato di voler accelerare i tempi perché quella è una strada percorsa quotidianamente da circa 6'000 frontalieri, decine di studenti e d'estate da centinaia di migliaia di turisti.
Anas tra l'altro sta progettando due gallerie tra Cannobio e la dogana per un totale di quasi 30 milioni di euro.






