Niente bollini rossoblu. Il Parlamento ticinese, dopo un dibattito a tratti sopra le righe, ha bocciato mercoledì il marchio di azienda locale proposto da Henrik Bang (PS) e quello etico per le ditte attente al nostro mercato del lavoro lanciato da Marco Chiesa (UDC).
“La questione e la scelta che dovete fare oggi è chiara: è un classico esempio di possibile auto-regolamentazione. Vi invito dunque a sostenere il rapporto di maggioranza”, ha dichiarato in aula la direttrice del Dipartimento finanze ed economia (DFE) Laura Sadis, ricordando la posizione del Consiglio di Stato, per il quale la promozione di un simile marchio non compete allo Stato.
Ed il Gran Consiglio - con 49 voti favorevoli, 30 contrari e 3 astenuti - ha accettato il rapporto di maggioranza, seguendo così le indicazioni del Governo. E dunque, se un marchio ci sarà, dovrà essere promosso dalle associazioni economiche.
joe.p.
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