L'emendamento sulla proroga dei contratti normali di lavoro (CNL), presentato da Marco Romano e che prevedeva la possibilità di prorogarli anche nei casi in cui con la scadenza vi fossero indicazioni di potenziali nuovi abusi, si spinge troppo in là. Lo ha stabilito oggi, mercoledì, la commissione dell'economia e dei tributi degli Stati, secondo cui è preferibile la versione più restrittiva difesa dal Consiglio federale.
La proposta sostenuta dal Ticino, approvata lo scorso marzo dal Consiglio nazionale, è stata infatti bocciata con 8 voti contro 3.
La commissione, durante l'esame particolareggiato della legge sui lavoratori distaccati, ha introdotto la possibilità, in caso di violazioni gravi delle condizioni lavorative e salariali minime da parte di imprese straniere, di infliggere una sanzione fino a 30'000 franchi e al contempo di pronunciare un'interdizione di prestazione dei servizi in Svizzera per una durata da uno a cinque anni.
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