Ticino e Grigioni

"Non arrivavamo alla fine del mese"

La testimonianza di un ticinese dipendente dal gioco

  • 26.04.2013, 16:43
  • 05.06.2023, 18:54

Matteo, nome di finzione, 29 anni, abita in Ticino e ha vissuto sulla sua pelle l’esperienza della dipendenza da gioco. Prima suo padre e poi, attraverso un filo diretto invisibile, è stato risucchiato a sua volta nel vortice. Lo contattiamo per telefono mentre è al lavoro e ci racconta la sua storia. “Mio padre giocava al casinò, lo ha fatto per anni. Mia madre ad un certo punto aveva chiesto la sua diffida dalle case da gioco”.

In questo modo eravate riusciti a risolvere il problema?

“No. Non andava più fisicamente al casinò..ma giocava da casa. Ha infatti iniziato a scommettere su internet,… ogni tanto lo trovavamo nel cuore della notte che stava giocando”.

Quali conseguenze ha avuto il suo comportamento sulla vostra famiglia?

“Facevamo fatica ad arrivare alla fine del mese. Nonostante fosse in cura da uno psicologo non riusciva a guarire. La sua dipendenza dal gioco ha causato anche il divorzio da mia madre”.

E lei, hai vissuto la stessa esperienza?
“Io non giocavo al casinò, ma tre anni fa mi sono avvicinato al calcio scommesse. All’inizio era solo un gioco che poi si è trasformato in una vera dipendenza. Arrivavo a spendere 1’000-2'000 franchi alla settimana, soldi che poi non riuscivo più a recuperare”.

Come ha fatto ad uscirne?

“Non riuscivo a recuperare i soldi che spendevo. Avevo in arretrato mesi di affitto e diverse fatture non pagate. Ho capito del mio errore quando anche il mio matrimonio è naufragato e ho visto mia moglie andarsene con nostra figlia”.

Cosa direbbe a sua figlia se dovesse anche lei un giorno dipendere dal gioco?

“Le direi che non è il sistema per fare soldi”.

Alessandra Spataro

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Ti potrebbe interessare