Dalla carta all'elettronico, anche in ambito giudiziario. Il progetto nazionale denominato Justitia 4.0 fa un passo avanti in Ticino, dove sarà il settore notarile il primo che affronterà questo cambiamento. L'obiettivo comune e finale è servire meglio il pubblico.
Cosa significherà per i notai questo passo, lo ha spiegato alla RSI il presidente dell'Ordine, Gianni Cattaneo: “Per ora l’atto pubblico rimarrà cartaceo, come le copie autentiche che sono realizzate e poi trasmesse all’archivio elettronico. Questa è la grande novità della revisione e oggi ne poniamo le basi. Diamo inoltre l’occasione a tutti i notai, oltre 400, di iniziare a utilizzare in maniera quotidiana queste tecnologie: la firma elettronica, le piattaforme di comunicazione sicura… Questa è la vera rivoluzione, dare gli strumenti e le competenze per poter poi evolvere rapidamente verso altri utilizzi in futuro.”
I benefici per l'utenza quindi arriveranno in un secondo momento. Nel frattempo, occorre che a livello federale il Parlamento approvi alcune specifiche basi legali.
Il lavoro di digitalizzazione della giustizia elvetica non è infatti così semplice in quanto significa coinvolgere sul piano federale e cantonale circa 25’000 persone. Si vorrebbe che fosse realtà fra cinque o sei anni. Paradossalmente, la pandemia non ha accelerato il lavoro di questo progetto, come ci conferma la responsabile della divisione Giustizia del canton Ticino, Frida Andreotti: “Era una delle attese, tuttavia proprio il fatto che è un progetto federale, che quindi include tutti i cantoni, i tribunali e moltissimi altri attori, fa sì che le procedure interne di approvazione dei vari passi necessitano di tempo. L’effetto pandemico c’è stato piuttosto sulla percezione della necessità di andare avanti in questo ambito.”







