Ha dovuto sospendere l’udienza per un quarto d’ora, il giudice Mauro Ermani, quando il dottor Ugo Fornari, psichiatra consultato dai familiari della vittima M.D. ha sostenuto che non ci sarebbe stata alcuna scemata responsabilità da parte di H.P.M., l’omicida alla sbarra alle Assise criminali di Lugano per l’omicidio di via Sorengo.
L’avvocato dell’imputato, Carlo Steiger, è esploso in seguito all’intervento di Fornari: “Sia concreto, non ci faccia una pappardella”, e ancora “Non venga qui a dire il contrario di ciò che ha scritto in questo libro”. In un suo trattato – sventolato in aria da Steiger – Fornari elenca infatti una serie di elementi che caratterizzano la presenza di premeditazione (ad esempio l’occultamento del cadavere); elementi che nell’omicidio di via Sorengo non sono presenti.
Fornari però insiste nell’escludere una scemata responsabilità e racconta un omicidio organizzato, premeditato, compiuto da un soggetto freddo e calcolatore: “Ha scelto l’unico coltello appuntito e affilato tra quelli presenti nel ceppo”. H.P.M. avrebbe insomma calcolato tutto, in particolar modo l’epilogo: le pulizie e tutto il resto, nonostante il cadavere non sia stato occultato. Inoltre – spiega Fornari, ricordando il disturbo della personalità attribuito all’imputato – H.P.M. è un narcisista: una persona che usa gli altri finché gli servono, dopodiché li distrugge.
Che vi sia stata una scemata responsabilità o meno, bisogna fare una precisazione (su cui tutti peraltro concordano): la teoria del reato emotivo, del delitto passionale, sussiste solo se si esclude definitivamente che non vi sia stato un movente economico.
Rapporti psichiatrici divergenti
Diverso il parere del dottor Carlo Calanchini, lo psichiatra nominato dal ministero pubblico. Il suo verdetto su H.P.M. è di lieve scemata imputabilità. Di più: se l’imputato non fosse stato insultato dalla vittima, forse non ci sarebbe stato alcun fatto di sangue.
Per quale motivo? Calanchini ritiene che H.P.M. soffra di un disturbo della personalità con tratti narcisistici e istrionici; insomma, un esibizionista in cerca di ammirazione, nonché molto innamorato della vittima. Accettando l’ipotesi degli insulti (c’è comunque solo la testimonianza dell’imputato stesso), H.P.M. sarebbe esploso per aver visto crollare l’immagine idealizzata di M.D. e di una storia con lui.
Una terza opinione, la più indulgente
Una terza perizia, effettuata dallo psichiatra svizzerotedesco Andreas Frey, riconosce all’imputato una scemata imputabilità (come sostenuto da Calanchini), ma di grado medio.
Secondo Frey, H.P.M. – pur essendo freddo e calcolatore – non soffrirebbe però di alcun disturbo della personalità (come sostenuto da Fornari); lo psichiatra lucernese preferisce parlare di un “tratto della personalità”. Si tratta essenzialmente di una questione di definizioni, una più conservatrice, l’altra più moderna.
Angelo D’Andrea
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CSI 18.00 DEGRUSSA - PERIZIE 12.12.12.MUS
RSI Info 12.12.2012, 18:57
Il servizio di Darco Degrussa
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