Ticino e Grigioni

Più sostegno alle periferie

Il Parlamento ticinese ha approvato due crediti quadro per lo sviluppo della politica regionale

  • 16.12.2015, 15:19
  • 4 maggio, 14:59
Maggiore attenzione alle periferie

Maggiore attenzione alle periferie

  • ©Ti-Press

Il Gran Consiglio ticinese ha approvato mercoledì a larghissima maggioranza, con solo poche astensioni, due crediti quadro per un ammontare complessivo di 40 milioni di franchi a favore dello sviluppo delle regioni periferiche.

In particolare, luce verde è stata data al credito quadro di 27 milioni di franchi per la concessione di aiuti cantonali nell’ambito della Legge federale sulla politica regionale nel quadriennio 2016/2019 e un credito quadro di 13 milioni di franchi a favore di misure di politica regionale cantonale, complementari alla politica regionale della Confederazione, per il periodo 2016/2016.

La discussione in aula:

Nel suo intervento Fabio Bacchetta Cattori, PPD, relatore del rapporto, ha ricordato: “L’economia del canton Ticino è cresciuta negli ultimi 40 anni, riuscendo a dotarsi di infrastrutture importanti come l’IRB di Bellinzona o il Centro di calcolo di Manno. La politica regionale è un importante pilastro a livello cantonale e in questi ultimi anni molto è stato fatto. Oggi, con questo rapporto, proponiamo di confermare la strada sin qui imboccata per proseguire nel solco tracciato”.

“Appoggiamo questi crediti, importanti per lo sviluppo regionale”, ha dichiarato Walter Gianora, PLR, che ha ricordato: ”L’esperienza fatta nel quadriennio passato ci sarà utile per crescere nei prossimi ed evitare in futuro di ripetere alcuni errori. Bisogna puntare sull’innovazione e la competitività delle piccole e medie imprese. Quello di oggi è solo un tassello di un quadro più ampio di aiuti”.

Henrik Bang, PS, non ha mancato di sottolineare la sua criticità in merito “ai tempi con cui sono stati presentati questi crediti, che non ci hanno dato il tempo per un’analisi accurata”. “Se molto è stato fatto negli anni passati per la promozione delle regioni periferiche, ciò non vuol dire che il risultato finale sia positivo…”, ha sostenuto annunciando comunque il sostegno ai crediti.

Critica pure Michela Delcò Petralli, Verdi, secondo cui : “Quello che stacchiamo oggi è una sorta di assegno in bianco…; dobbiamo essere coscienti che occorre una maggiore attenzione a come vengono utilizzati questi fondi per evitare che vi siano investimenti fallimentari”.

Massimiliano Ay, MSP-PC, ha assicurato l'appoggio al documento ma ha sottolineato: “Puntando su settori economici a baso valore aggiunto non si risolvono i problemi legati al dumping salariale e pertanto eventuali aiuti cantonali dovranno essere maggiormente mirati e lo Stato dovrà vigilare e controllare maggiormente... su come verranno utilizzati questi fondi”.

Germano Mattei, Montagna Viva, ha dal canto suo ricordato: “Nelle regioni periferiche le iniziative hanno sovente difficoltà di svilupparsi per la carenza di fondi, di sostegno e accompagnamento. Occorre un impegno e uno sforzo maggiore, sarebbe bene uscire maggiormente dagli uffici e accompagnare meglio questi progetti affinchè le idee possano essere realizzate”.

Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia, nel prendere la parola per rispondere a tutti gli interventi in aula ha sottolineato: “Nell’ultimo quadriennio abbiamo svolto un buon lavoro, realizzando importanti progetti di carattere regionale. Grazie a questi risultati, abbiamo potuto elaborare questo nuovo programma. Le priorità per il nuovo quadriennio sono: sostegno all’innovazione delle piccole e medie imprese, più attenzione al turismo che deve diventare competitivo e attrattivo, riposizionamento delle regioni periferiche alla luce delle nuove sfide, come l’apertura di Alptrasit. Gli Enti regionali per lo sviluppo economico rimangono realtà importanti, per raggiungere gli obiettivi prefissati. I fondi approvati oggi serviranno a sostegno di numerose attività presenti soprattutto nelle regioni periferiche. Strumenti messi a disposizione di realtà che potranno così crescere soprattutto nelle regioni discoste".

Per saperne di più:

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