La richiesta di proroga degli aiuti è stata respinta, ma è comunque positivo il bilancio presentato questa sera (venerdì) del progetto Interreg “il ponte che unisce”, che per quattro anni ha coinvolto Lavena-Ponte Tresa in Italia e Ponte Tresa in Svizzera. I due comuni nel corso del quadriennio hanno riattivato un dialogo “che mancava da anni”, secondo il sindaco di oltre confine Pietro Roncoroni. “Abbiamo condiviso i problemi, anche se è mancato un intervento deciso da parte dell’Ente superiore, la regione Lombardia”, afferma.
Il primo fra questi problemi è quello della mobilità transfrontaliera. Il sogno di un park & ride definitivo per la Ferrovia Lugano-Ponte Tresa, un autosilo a più piani con un migliaio di posti, è per ora rimasto nel cassetto. Per realizzarlo in tempi brevi servirebbero importanti investimenti. Si è trovata nel frattempo un’efficace soluzione temporanea: durante i giorni feriali, Lavena-Ponte Tresa ha messo a disposizione la piazza del mercato come posteggio, inducendo in pochi mesi 400 frontalieri (fra i circa 5'000 che transitano ogni giorno in dogana) a lasciare l’auto e a servirsi del trenino per raggiungere il posto di lavoro.
CSI/pon
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Il servizio di Gabriele Bohrer
RSI Info 24.01.2014, 18:41




