Un uomo è stato condannato oggi, mercoledì, a 14 mesi sospesi per il reato di pornografia ripetuta e all’obbligo di un trattamento ambulatoriale. L’imputato è stato invece assolto dall’accusa più grave di atti sessuali sulla sua bimba. La richiesta di pena era di 21 mesi da sospendere per un trattamento stazionario.
Il caso discusso a Lugano davanti alla Corte delle assise correzionali è però piuttosto particolare. Il 32enne, affetto da schizofrenia paranoide secondo una perizia psichiatrica, si era infatti presentato due anni fa alla polizia, chiedendo aiuto perché pensava di aver abusato della piccola sette anni prima, quando aveva due anni. Autodenuncia, questa, a cui aveva fatto seguito un ricovero in clinica psichiatrica, prima di ritrattare il suo racconto, spiegando di non essere in grado di distinguere la fantasia dalla realtà. I medici e il padre di lui, con i quali aveva più volte parlato di questa convinzione, erano sicuri che si trattasse di un delirio dovuto alla sua malattia, accentuato inoltre dalla canapa di cui faceva uso regolare.
Il presidente della Corte si è però convinto che la sua fosse una semplice richiesta d’aiuto per liberarsi dalla pedopornografia. Un’inchiesta aperta nei suoi confronti aveva infatti fatto emergere migliaia di documenti pornografici, in suo possesso sui suoi computer.
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CSI 18:00 del 02.08.2017 - Il servizio di Darco Degrussa
RSI Info 02.08.2017, 21:19
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