L’Università della Svizzera italiana, tra studenti e collaboratori, conta un centinaio di nazionalità . La direzione, in vista dell’inizio del semestre primaverile il prossimo 17 febbraio, ha adottato una serie di misure preventive in seguito alla diffusione del coronavirus.
Tutti i membri della comunità accademica di ritorno dalla Cina sono invitati a studiare o lavorare da casa per 14 giorni dal momento del rientro in Svizzera. Ai pochi studenti toccati viene assicurato il sostegno necessario per restare aggiornati sui corsi.
L'USI sconsiglia inoltre i viaggi in Cina e per chi vi si dovesse recare, collaboratori e ricercatori inclusi, al rientro scatterebbero le due settimane da passare al domicilio.
Misure preventive che sono in linea con quelle applicate dai maggiori atenei svizzeri e che vanno al di là dei consigli dell'Ufficio federale della sanità pubblica.
Viaggio annullato
L’epidemia in Cina ha spinto il Liceo Lugano 1 ad annullare la gita culturale che il 7 aprile doveva portare i 15 studenti di terza più meritevoli a Pechino, Hangzhou e Shanghai. Un’esperienza che forse potranno vivere con lo scambio studentesco del prossimo anno.






