La bonifica dell'area su cui sorgono i capannoni dismessi da decenni dell'ex raffineria Petrolchimica a Preonzo può finalmente iniziare. Lunedì si è infatti finalmente trovata la convenzione che ha messo d'accordo i 4 proprietari dei terreni su cui sorgevano gli impianti, il comune di Bellinzona e il Canton Ticino.
Il risanamento della zona, in alcuni punti contaminata da sostanze tossiche, sarà gestito, e inizialmente pure finanziato, dal Cantone. Il primo passo spetta però al Comune: "Bellinzona dovrà richiedere lo stanziamento di un credito che servirà a procedere allo smantellamento delle strutture. È una situazione che richiede un intervento a breve termine", ha affermato Mario Branda, sindaco di Bellinzona.
Virus permettendo, le strutture di superficie saranno smantellate a breve, per permettere entro l'estate l'avvio dell'analisi di dettaglio. Mentre per quanto riguarda il risanamento vero e proprio "potrà partire nel 2022", ha dichiarato Giovanni Bernasconi, capo Sezione protezione aria, acqua e suolo in Ticino. I costi, ad oggi, sono stimati tra i 20 e i 25 milioni e verranno anticipati dal Cantone.
L'obiettivo è quello di scongiurare che l'inquinamento raggiunga la falda acquifera sottostante, salvando di riflesso i pozzi di captazione della città di Bellinzona.



