Da martedì scorso chi vive in casa anziani è potuto tornare a bere un caffè al bar, andare a casa dei famigliari per il pranzo e uscire fuori dal perimetro dell'istituto per una passeggiata. Le misure restrittive introdotte dal Cantone sono infatti venute a cadere, vista la nuova situazione epidemiologica.
Il cambiamento è graduale: chi possedeva un certificato 2G+, da Natale aveva comunque potuto continuare a fare visita ai propri cari. La differenza, dice alla RSI Tania Pilotti, specialista in attivazione, comunque si sente: “I residenti sono molto più contenti. Anche solo il fatto di poter dire ‘se voglio posso’ ha diffuso molta gioia”.
Sono impressioni condivise anche da Paolo Pezzoli, direttore dei sei istituti sociali comunali di Lugano: “adesso è una passeggiata in confronto a due anni fa. All’inizio c’erano delle misure veramente molto restrittive, che hanno causato tanti danni psicologici all’anziano trovatosi isolato senza particolari contatti”.
La normalità, conclude il direttore, è stata conquistata grazie allo spirito di adattamento dei residenti, l'eccezionale lavoro del personale, ed anche della comprensione delle famiglie.
Negli ospedali
Gli allentamenti, sempre da martedì, hanno toccato anche i pazienti ricoverati negli ospedali e nelle cliniche. Le visite, completamente vietate da Natale, sono state di nuovo introdotte.
Un toccasana, conferma Liliana Baldini, capo reparto medicina 2 a Mendrisio: “Il fatto di avere parenti e visite che entrano nella camera favorisce molto il paziente dal lato comunicativo”.
Negli ospedali - ricordiamo - è consentita la visita di solo una persona alla volta a partire dal quarto giorno di degenza; il visitatore - vaccinato, guarito o testato - dovrà presentare un certificato valido.
SDS del 05.02.22; il servizio di Laura Dick
RSI Info 05.02.2022, 21:43
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