Gennaro Pulice non pagò alcuna mazzetta per ottenere il permesso di dimora con il quale, tra il 2013 e il 2015, risiedette a Viganello. Il procuratore generale John Noseda, attivatosi dopo le dichiarazioni rilasciate agli inquirenti italiani dallo stesso ‘ndranghetista, lo ha comunicato in una lettera inviata al consigliere di Stato Norman Gobbi.
Le conclusioni di Noseda si basano sulle verifiche eseguite dal ministero pubblico della Confederazione, che dal canto suo ha tuttora aperto un procedimento penale per riciclaggio. A Pulice sono anche state mostrate le fotografie di diversi funzionari dell’amministrazione. Il pluriomicida (un tempo affiliato alla cosca calabrese dei Cannizzaro-Daponte-Iannazzo) non ne ha indicato neppure uno.
Si chiude così una vicenda che lo scorso anno aveva suscitato parecchio scalpore. Gennaro Pulice, arrestato nel 2015 a Lamezia Terme, è oggi un collaboratore di giustizia. Già condannato per due omicidi, si trova in attesa del terzo processo.
Francesco Lepori






