Michele Egli deve essere condannato a 15 anni di detenzione, 17 se la Corte lo dovesse ritenere colpevole di assassinio e non di omicidio intenzionale. Questa la richiesta della difesa nell'ultimo giorno del processo per il delitto di Stabio.
Per l'avvocato Luca Marcellini, se la dinamica dei fatti è chiara, non lo è il movente. Né quello economico, né quello passionale e di gelosia trovano riscontri oggettivi. Niente dice inoltre che l'imputato fosse un personaggio violento, che non controlla l'impulsività. Nella sua vita non c'è un altro episodio di questa natura. Tutti lo definiscono come una persona mite che non cerca conflitti.
L'uccisione di Nadia Arcudi -ha aggiunto il legale in aula- è stato un gesto improvviso e impulsivo, non il frutto di una pianificazione. Il movente, in assenza di altre spiegazioni, può essere cercato solo negli eventi di quella sera (il litigio con la cognata) e per questo Egli può essere ritenuto colpevole solo di omicidio intenzionale, come anticipato dalla collega Maria Galliani giovedì pomeriggio.
Giovedì mattina, lo ricordiamo, la procuratrice Pamela Pedretti aveva difeso invece la tesi dell'assassinio e chiesto il carcere a vita. La sentenza della corte delle assise criminali presieduta dal giudice Amos Pagnamenta è attesa per il tardo pomeriggio.
FrCa/pon
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