Da tempo non si vedeva una domenica di democrazia diretta così intensa e articolata su più livelli. Oggi avremo infatti i verdetti delle urne non solo su due oggetti federali, ma anche per le elezioni grigionesi e su numerose votazioni cantonali, fra le quali due in Ticino. Se ancora non avete votato, queste sono le ultime ore utili per recarvi agli uffici elettorali. A livello nazionale si vota, ricordiamo, sull’iniziativa per la sostenibilità e sulla revisione della legge che concerne il servizio civile. Nei Grigioni si procede al rinnovo di Governo e Gran Consiglio, mentre in Ticino il corpo elettorale si pronuncia su due iniziative cantonali: quella per il rimborso delle cure dentarie e quella per la neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima.
I dibattiti televisivi sulle votazioni federali e sulle due iniziative in votazione in Ticino
Elezioni grigionesi 2026: i dibattiti televisivi
Ci sono poi in programma numerose votazioni cantonali nella Svizzera tedesca e in Romandia. Nel canton Zurigo gli aventi diritto devono soprattutto esprimersi su tutta una serie di oggetti che concernono la crisi degli alloggi. Una prima iniziativa punta a conferire al Cantone e ai Comuni il mandato di provvedere ad un’offerta di alloggi sufficiente, nonché a creare un istituto di diritto pubblico per mettere a disposizione alloggi a costi sostenibili. Governo e Parlamento l’avversano e propongono un controprogetto volto a migliorare, attraverso misure concrete da prendere in esame entro 3 anni, le condizioni quadro per la costruzione di abitazioni.

Ben 5 oggetti, al vaglio degli elettori del canton Zurigo, legati alla crisi degli alloggi
C’è poi una seconda iniziativa che si prefigge di mantenere spazi abitativi a costi sostenibili, nonché di proteggere gli inquilini da disdette abusive dei contratti di locazione. Ai Comuni, dopo nuove costruzioni, trasformazioni o rinnovamenti di immobili, verrebbe quindi data la possibilità di limitare temporaneamente i costi delle pigioni. Anche qui c’è l’alternativa di un controprogetto che, attraverso misure a beneficio degli inquilini, punta a evitare gli sfitti, o a renderli socialmente più sostenibili, senza tuttavia interferire con gli affitti o i diritti di proprietà. Una terza iniziativa, infine, è stata lanciata dai proprietari e chiede che gli alloggi sovvenzionati dallo Stato non siano destinati solo a locazioni, ma anche all’acquisto: un testo che le autorità cantonali hanno respinto, senza opporvi un controprogetto.
Nel canton Vaud tiene invece banco oggi la questione del salario minimo. Dopo Ticino, Ginevra, Basilea Città, Neuchâtel e Giura, potrebbe infatti diventare il sesto Cantone a introdurre questa misura. In questo senso al corpo elettorale sono offerte più opzioni: i cittadini sono infatti chiamati alle urne per decidere se accettare due iniziative lanciate dalla sinistra e dai sindacati, se preferire un controprogetto del Governo cantonale, oppure se non adottare, semplicemente, alcun salario minimo. La prima iniziativa punta ad ancorare il principio nella costituzione cantonale. La seconda, invece, indica le norme d’applicazione a partire dall’ammontare che, tenendo conto dell’inflazione, sarebbe attualmente di 23,60 franchi all’ora.

Vaud potrebbe diventare il sesto cantone con un salario minimo
Per parte sua anche il Consiglio di Stato sostiene l’introduzione della misura. Ma il suo controprogetto, a differenza delle iniziative, stabilisce che un’eventuale convenzione collettiva di lavoro (CCL) prevarrebbe sul salario minimo: ciò, sostiene, consentirebbe di tener conto delle specificità dei rami dell’economia. Le iniziative, inoltre, prevedono un’indicizzazione automatica del salario minimo. Il controprogetto lascia invece all’Esecutivo cantonale il compito di valutare, ogni anno, un eventuale adattamento al rincaro.
La sostenibilità dei premi di cassa malati è al centro di un’iniziativa sottoposta agli elettori del canton Svitto. I promotori chiedono che il Cantone aumenti nella misura di 17 milioni di franchi i fondi destinati alla riduzione dei premi e sottolineano le difficoltà per la popolazione causate dal forte rincaro su altri fronti, dagli affitti all’energia. Governo e Parlamento avversano il testo, facendo anche riferimento ai più recenti sviluppi di politica federale: da inizio anno è infatti in vigore il controprogetto all’iniziativa federale, respinta nel 2025, per il contenimento dei premi. Esso obbliga già tutti i Cantoni a rivalutare e adattare i propri sistemi di sovvenzione. E il conto finale per Svitto sarebbe di oltre 10 milioni di franchi all’anno.

Imposte dedotte dallo stipendio: Basilea presto al voto
SEIDISERA 05.06.2026, 18:00
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Basilea Città potrebbe divenire il primo cantone a generalizzare l’imposizione alla fonte di una parte del reddito. A dover superare la prova delle urne è un progetto su una quota dal 5% al 10% che i datori di lavoro detrarrebbero dai salari dei dipendenti, per versarla direttamente allo Stato. La misura concerne le imprese con più di 50 collaboratori, mentre quelle più piccole verrebbero esentate o potrebbero introdurre questa forma di imposizione su base volontaria.

Basilea Città: il destino dei piccioni al voto
Telegiornale 16.05.2026, 12:30
Sempre a Basilea Città si vota quindi anche su un paio di altri temi, fra i quali la regolazione della copiosa popolazione di piccioni, che nell’agglomerato è all’origine di non pochi problemi: gli elettori debbono quindi pronunciarsi su un’iniziativa e un controprogetto concernenti le misure da adottare.
L’energia per i riscaldamenti è al centro di una fra le votazioni in programma a Basilea Campagna. Un’iniziativa cantonale propone infatti di abrogare il vigente divieto d’installazione di impianti a gasolio e a gas. Tale principio, introdotto per decreto nel 2024, vale per le nuove costruzioni e, dall’inizio dell’anno, per la sostituzione di impianti in attività da più di 15 anni. I promotori del testo chiedono inoltre che il riscaldamento a distanza non sia più qualificato come energia rinnovabile.
A Ginevra si vota su un paio di oggetti cantonali. Il primo concerne il divieto di ostentare simboli religiosi in Gran Consiglio e nei consigli comunali. La misura, già introdotta dopo una votazione nel 2019, venne in seguito annullata dalla giustizia, con la motivazione per cui gli eletti non rappresentano lo Stato, ma la società e il suo pluralismo. Il divieto è stato quindi reintrodotto a fine 2025 ma a livello costituzionale, cosa che implica un referendum obbligatorio. I ginevrini dovranno quindi pronunciarsi anche su un’apertura dei negozi per 2 domeniche all’anno, senza vincolarla a una convenzione collettiva di lavoro nel settore.

Ginevrini al voto sulle aperture domenicali dei negozi
Sul tema nel cantone si è già votato più volte. Nel 2016 gli elettori si espressero a favore di aperture per 3 domeniche (oltre alla data del 31 dicembre che nel cantone è equiparata a una domenica), condizionandole però all’esistenza di una CCL. Dal 2017 non è stata però stipulata alcuna CCL estesa. Inoltre una sentenza dello scorso anno del Tribunale federale (TF) ha mutato il quadro della situazione: secondo i giudici di Mon Repos, infatti, subordinare le aperture a una CCL contravviene al diritto federale. La revisione di legge in questione è stata adottata prima di questa sentenza: la destra l’approva, al fine di sostenere il commercio locale; i sindacati, invece, denunciano un degrado delle condizioni di lavoro in un ambito già sotto pressione.

Glaronesi oggi alle urne per il rinnovo del loro Parlamento
Fin qui, alcuni fra i temi di maggiore rilievo. Ma l’elenco delle votazioni cantonali di oggi è ancora più copioso, se si considera che concerne un’altra decina di Cantoni, fra i quali anche Berna, Soletta, Argovia e Neuchâtel. In alcuni Cantoni, come nei Grigioni, sono inoltre in programma elezioni. Ancora a Basilea Campagna si svolge una suppletiva per un seggio rimasto vacante nell’Esecutivo, composto da 5 membri. Nel Canton Glarona si procede invece al rinnovo del Parlamento cantonale: notevole il numero delle candidature, se si considera che sono quasi 400 a fronte dei 60 seggi da assegnare. Il Parlamento, va tuttavia ricordato, non ha qui una competenza esclusiva in campo legislativo: l’organo supremo è infatti la Landsgemeinde, che ogni anno si svolge la prima domenica di maggio.

14 giugno, 20 temi al voto a Zurigo
Telegiornale 05.06.2026, 20:00
E non finisce qui. Questa domenica alle urne ha infatti in programma anche varie votazioni comunali. Ne sanno qualcosa, in particolare, gli elettori della città di Zurigo: devono infatti esprimersi, oltre che sui 2 temi federali e sui vari che concernono il loro Cantone, anche su ben 13 oggetti a livello comunale. In evidenza, soprattutto i finanziamenti destinati alla realizzazione di diversi progetti: dalla rete per il teleriscaldamento a quella tramviaria; da edifici scolastici fino a misure ecologiche nel bacino del lago.
La copertura digitale del voto
Come sempre RSI Info inizierà a riferire sull’andamento del voto subito dopo mezzogiorno. I nostri liveticker, le pagine in Teletext e i nostri canali social presenteranno via via prime tendenze, proiezioni, risultati definitivi, reazioni e commenti. Seguiteci, per vivere con noi in tempo reale gli esiti di questa domenica alle urne.
Alle 17.30 sui canali digitali RSI verrà diffusa una emissione speciale RTR-Somedia-RSI dedicata al commento del verdetto delle urne con i presidenti dei partiti cantonali. In pure stile retico la trasmissione in diretta da Coira sarà trilingue con parti in tedesco, in romancio e in italiano. Sarà possibile seguirla sul sito RSI e sul play, ma anche sulle nostre app RSI.CH e RSI Play.

Il 30% ha già votato per corrispondenza
Il Quotidiano 12.06.2026, 19:00











