L’uomo che il 28 settembre 2016 prese di mira la Raiffeisen di Via Pretorio, a Lugano, impugnerà la sentenza con la quale venerdì è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere. Il suo legale, David Simoni, ha già inoltrato la dichiarazione di appello.
Il 24enne di Bari andò agli sportelli, e mostrando una pistola giocattolo cercò di farsi consegnare il denaro. Il personale si abbassò dietro il vetro e attivò l’allarme silenzioso. Il giovane stava per andarsene a mani vuote quando nell’atrio comparve un consulente dell’istituto. Lui gli mise una mano sulla spalla, e sempre a suon di minacce riuscì stavolta a ottenere i soldi (poi recuperati al momento del fermo).
La Corte delle Assise Criminali lo ha ritenuto colpevole di rapina aggravata, tentata nella prima fase e consumata nella seconda. "Abbiamo deciso di ricorrere – ha spiegato Simoni – perché riteniamo che il reato sia uno solo, quello di rapina semplice, e non due". Ora la parola al tribunale di seconda istanza.
Francesco Lepori






