L’inizio della vicenda risale al 2009, quando due proprietari di terreni situati vicino al cantiere nord della galleria di base del Monte Ceneri a Camorino si sono rivolti alla Commissione federale di stima del 13° Circondario (CFS) per richiedere un indennizzo alla società lucernese AlpTransit Gotthard SA (ATG), relativo al deposito di polveri sulle rispettive proprietà, a rumori e all’eccessivo inquinamento luminoso.
Con uno scritto del 31 maggio 2013 in cui chiedeva un complemento informativo, il presidente della Commissione Filippo Gianoni riteneva che la procedura fosse matura per una decisione, questo “tenuto anche conto delle recenti sentenze del Tribunale Amministrativo Federale”. E proprio questo appello alle recenti decisioni del TAF, in cui l’ATG è risultata parte soccombente, sembra aver indisposto particolarmente la società che gestisce la costruzione dell’asse ferroviario del San Gottardo. AlpTranist ha ravvisato nella missiva un’apparenza di prevenzione, poiché la frase incriminata costituirebbe un'anticipazione del giudizio sfavorevole e ha dunque chiesto alla CFS la ricusa di Gianoni dalla carica ricoperta. E poco importa se quest’ultimo abbia subito precisato di aver usato lo stesso metodo di valutazione impiegato in casi analoghi. “Non possiedo facoltà divinatorie”, ha inoltre affermato, aggiungendo che i riferimenti alla giurisprudenza erano intesi quale approvazione del metodo seguito dall’istituzione da lui presieduta.
La domanda di ricusazione è stata però respinta dalla Commissione e contro questa decisione ATG ha presentato ricorso. Ricorso respinto dalla Corte I del Tribunale Amministrativo - non ci sono elementi che indichino la prevenzione, si legge nel dispositivo della sentenza dello scorso 16 dicembre - che ora ha messo momentaneamente la parola fine alla vicenda. AlpTransit, se lo vorrà, potrà appellarsi in ultima istanza ai giudici del Tribunale Federale. Ma Gianoni, per ora, resta al suo posto.
LudoC.
Gallery image - Ricusa di Gianoni, AlpTransit perde








