Ticino e Grigioni

San Gottardo: 50 minuti di attesa per andare a Sud

Al portale nord della galleria dopo le ore 21 si sono registrate code per 5 km, con attese di meno di un’ora in direzione del Ticino. Nella mattinata ad Uri la cantonale è stata bloccata da manifestanti contro il traffico

  • 17 luglio, 15:09
  • Ieri, 21:25
Troppo traffico: protesta nel canton Uri
00:50

20 km di coda al San Gottardo

Telegiornale 18.07.2026, 12:30

  • KEYSTONE/Urs Flueeler
Di: ATS/MgR/joe.p/sdr 

Nella serata di sabato buona parte della coda al portale nord al San Gottardo si è smaltita, con un’attesa di poco meno di un’ora in direzione del Ticino. Situazione ben diversa all’entrata nord sabato mattina, quando l’attesa era già di oltre due ore ed una coda che è arrivata ad oltre 20 chilometri. Il TCS, ieri come questa sera, ha ricordato l’itinerario alternativo lungo la A13 attraverso la galleria del San Bernardino.

Portale nord del tunnel del San Gottardo: prima delle 9 del mattino la conda è arrivata ad oltre 20 chilometri

Portale nord del tunnel del San Gottardo: prima delle 9 del mattino la conda è arrivata ad oltre 20 chilometri

  • imago

Uri: cantonale bloccata per protesta

Oltre al flusso di traffico, sabato mattina vi è stata anche un’azione simbolica contro il traffico nel canton Uri: circa 60 manifestanti hanno bloccato stamani il flusso dei veicoli ad Amsteg, attraversando in gruppo le strisce pedonali per denunciare l’insostenibile pressione delle vetture in transito nei villaggi lungo la cantonale che porta a Göschenen e al San Gottardo. Muniti di bandiere cantonali e striscioni con scritte come “Non ne possiamo più!”, i dimostranti, sostenuti dall’organizzazione Pro Alps (già Iniziativa delle Alpi), hanno risposto all’appello della comunità d’interessi (IG) canton Uri, mostrando esasperazione per le code che da Schattdorf a Göschenen paralizzano la strada, specie nei fine settimana.

L’IG Uri chiede ora divieti di transito temporanei nei giorni più critici, invocando il principio costituzionale della protezione delle popolazioni alpine, calpestato - secondo l’associazione - a favore della libertà di circolazione dei turisti.

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