Saranno necessari almeno dieci giorni per consentire alle persone sfollate dopo la frana di San Nazzaro il ritorno nelle case per ora ancora inagibili. Lo riporta venerdì il Corriere del Ticino, precisando che una squadra di specialisti è all’opera e si sta impegnando a fondo al fine di porre in sicurezza la zona “minacciata dai sassi ancora instabili e sistemare il punto da cui le rocce si sono staccate” nello smottamento avvenuto martedì sera.
Il sindaco di Gambarogno, Tiziano Ponti, ha evidenziato come, nonostante l’importante caduta di materiale franoso, “per fortuna nessuno sia rimasto ferito e che sia il geologo cantonale, sia quello comunale abbiano garantito che “le strade sottostanti non abbiano subito danni”.
Non è stato così il caso per vari edifici, tra cui l’unica casa abitata, investita da un macigno di tre metri cubi, dopo un salto di dodici metri. L’abitazione ha subito danni di un certo rilievo che dovranno essere quantificati, pure in virtù dell’importante “lacerazione” provocata alla struttura dallo smottamento.
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