"Rocco al ghè ammò". Ha esordito così il presidente del PLRT Rocco Cattaneo durante il comitato cantonale convocato giovedì sera a Sementina per analizzare i risultati della domenica elettorale. Forse per esorcizzare i segreti desideri di chi lo vorrebbe in partenza. La riunione è iniziata con l'analisi dei dati di domenica che hanno fatto registrare un aumento del numero di schede per il PLRT ma parallelamente anche un aumento dei voti di panachage distribuiti agli altri partiti: una generosità non ricambiata dalle altre formazioni. L'analisi politica del presidente è stata però meno generosa e positiva. "Siamo caduti in piedi - ha detto Cattaneo - non voglio parlare di sconfitta, ma sicuramente si tratta di vittoria mancata. Gli obbiettivi che ci siamo posti non sono arrivati".
Cattaneo ha riconosciuto soprattutto la forza degli avversari, di Lega e UDC. "Ci siamo trovati di fronte un'onda d'urto impressionante" ha continuato commentando i risultati della destra sia in Ticino sia in Svizzera. Ha poi chiamato tutti i suoi alle armi ricordando che il 15 novembre, giorno del ballottaggio per gli Stati, ci sarà bisogno del voto di ogni liberale radicale per riconfermare il seggio di Fabio Abate e respingere l'attacco di Battista Ghiggia.
Cattaneo ha analizzato anche il suo risultato personale. "Per me si è trattato di una doppia delusione" ha riconosciuto "perché avrei voluto essere io a guidare il partito al terzo seggio, ma anche a conquistarlo personalmente". Poi davanti ai soli giornalisti ha ammesso di aver avuto bisogno di qualche giorno per prendere un po' di distanza dopo i momenti di sconforto di domenica. "Ma non ho mai pensato di lasciare - ha concluso - anche se sul Ceneri mi sono sentito triste e solo, sono uno sportivo e conosco le regole del gioco. In politica ci stanno anche le giornate negative e io lo sapevo quando mi sono messo a disposizione come presidente".
Veronica Alippi
NOT 23.00 22.10.2015 Il notiziario di Alberto Andreani
RSI Info 23.10.2015, 01:10
Contenuto audio






