Ticino e Grigioni

Siccità e forti piogge potrebbero avere un rimedio comune

L’idrologa Manuela Brunner: “l’acqua che ora abbiamo in eccesso si potrebbe immagazzinare nei bacini di accumulo per i mesi poveri di precipitazioni”

  • 13.07.2024, 06:52
  • 13.07.2024, 08:51
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La soluzione dell'idrologa contro il maltempo

Telegiornale 12.07.2024, 20:00

Di: TG/RSI Info 

Quest’estate in tutta la Svizzera la portata e il livello dell’acqua dei fiumi sono ovunque molto alti. Una situazione molto differente rispetto agli ultimi due anni, come mostra l’idrologa dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe di Davos, Manuela Brunner.

“Se paragoniamo la portata dell’acqua del fiume Landwasser a Davos nel 2024, con un picco la scorsa domenica, con quella del 2023  vediamo che entrambe sono fuori dalla media, ciò significa un anno con molta siccità e un’estate invece molto umida”.

Da un estremo all’altro, dunque: fenomeni opposti che potrebbero avere un rimedio comune. Nelle regioni alpine l’acqua che ora abbiamo in eccesso si potrebbe infatti immagazzinare nei bacini di accumulo per i mesi poveri di precipitazioni.

“Si può trattenere intenzionalmente l’acqua per i periodi di siccità. – dichiara la signora Brunner - Si può però anche rilasciare l’acqua per creare più spazio per accumulare quella in eccesso. Per questo i laghi artificiali o quelli regolati sono un mezzo ideale”.

Ci sono già dei laghi in Svizzera che vengono regolati in questo modo. Ad esempio quello di Mattmark in Vallese, dove una parte del volume viene riservato per contenere le piene.

In futuro è possibile che questi serbatoi vengano usati per più scopi, non solo per la produzione di energia.

“C’è però una limitazione”, spiega Andreas Stetter, direttore dell’Associazione svizzera di economia delle acque. “I laghi artificiali oggigiorno devono essere pieni in autunno, in modo che possiamo produrre più elettricità possibile in inverno. In questo periodo non è dunque possibile immagazzinare o rilasciare acqua. Bisogna chiarire da subito quanta riserva deve essere disponibile e questo deve essere regolamentato”. 

Ma se le aziende idroelettriche non avranno più l’esclusiva sull’utilizzo delle acque, secondo Andreas Stetter si dovrà allora discutere anche su un possibile risarcimento.

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