Ticino e Grigioni

Sicurezza in piscina, “bastano pochi secondi” per annegare

La Società svizzera di salvataggio mette in guardia contro la distrazione e la sottovalutazione dei pericoli in acqua, soprattutto per i bambini

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Le regole da rispettare

Il Quotidiano 15.07.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano - Chiara Nacaroglu / Tieffe 

Il tragico incidente di martedì scorso in una piscina di Vairano, ha riportato l’attenzione sul tema della sicurezza in acqua. Con l’arrivo del caldo, anche le piscine private diventano un luogo molto frequentato, ma possono nascondere insidie, soprattutto per i bambini più piccoli.

“Bisogna fare attenzione e non sottovalutare i pericoli e le distrazioni”, sottolinea Lorenzo Gentile, vicepresidente della Società svizzera di salvataggio, sezione Sud, alle telecamere del Quotidiano. Un bambino che gattona può raggiungere il bordo della piscina e cadere in acqua prima che un adulto riesca a rendersene conto. “Bastano pochi secondi, purtroppo”.

Secondo Gentile, uno dei problemi più frequenti è la distrazione dei genitori. Può capitare che il bambino venga lasciato entrare in acqua, mentre l’adulto si intrattiene in una conversazione o guarda il telefono. L’annegamento dei più piccoli, ha ricordato l’esperto, avviene spesso in silenzio: il bambino non sbraccia e non chiama aiuto, rendendo più difficile accorgersi immediatamente di quanto sta accadendo.

Attenzione anche alle piscine gonfiabili

Per ridurre i rischi è fondamentale rispettare le sei regole del bagnante. Tra le principali raccomandazioni figurano quella di non entrare in acqua dopo aver consumato alcol e di evitare di nuotare a stomaco completamente pieno o vuoto. Dopo essersi esposti al sole o aver svolto attività fisica, il corpo dovrebbe inoltre essere abituato gradualmente alla temperatura dell’acqua.

Particolare attenzione va riservata alle piscine gonfiabili destinate ai bambini. Anche una profondità di appena 20 centimetri può rappresentare un pericolo. La presenza di poca acqua può inoltre portare gli adulti a sottovalutare il rischio e a sopravvalutare le proprie capacità.

Cosa fare in caso di emergenza

In caso di annegamento, la prima cosa da fare è chiamare il 144. Se la persona non risponde e non respira, l’indicazione è di iniziare con cinque insufflazioni bocca a bocca e di proseguire con cicli di 30 compressioni toraciche, secondo le linee guida del Basic Life Support.

Se invece la persona respira, è sufficiente sistemarla nella posizione laterale di sicurezza e sorvegliarla fino all’arrivo dei soccorsi. Per essere preparati a intervenire, si consiglia di frequentare uno dei corsi organizzati dalle società di salvataggio della Svizzera italiana.

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Annegato in piscina a Vairano

Il Quotidiano 15.07.2026, 19:00

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