Al Lido di Locarno c’è soddisfazione per questo inizio di stagione, che ha fatto registrare circa 50’000 entrate, leggermente in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A influire sono state in particolare le poche giornate di pioggia avute a maggio. Anche il Lido di Lugano ha iniziato molto bene: le entrate sono il 20% in più rispetto all’inizio della scorsa stagione. Il gran caldo ha influito positivamente anche sull’affluenza al Lido di Bissone, dove gli ingressi sono più concentrati nel weekend.
Obiettivo: freschezza
Con giornate e notti così calde, tutti i centri balneari hanno dovuto aumentare l’afflusso di acqua fresca per mantenere la temperatura delle piscine attorno ai 26 gradi. E per evitare incidenti vengono regolarmente ricordate alcune semplici regole da mettere in atto: “Le cassiere provvedono ogni ora a mandare un annuncio ai nostri ospiti per ricordare di fare la doccia”, spiega al Quotidiano il vice responsabile del Lido di Bissone Mattia Polino, “è molto importante con questo caldo, per evitare uno shock termico e quindi abbassare la temperatura corporea prima di entrare in acqua”.
Manca ombra
Oltre a rinfrescarsi in acqua, le persone cercano sempre di più le zone d’ombra. A questo proposito, a Bellinzona, il gruppo Verdi e Forum Alternativo, ha indirizzato al Municipio un’interrogazione perché secondo loro al bagno pubblico cittadino vi è una scarsa disponibilità di aree ombreggiate.
Il Lido di Locarno sta iniziando una riflessione al riguardo, dichiara il direttore Filippo Thomann: “Abbiamo il vantaggio di avere la piscina coperta, quindi per i bimbi piccoli dentro è più climatizzato. Sul discorso delle zone d’ombra: visto che negli ultimi anni ci sono sempre più periodi di canicola, stiamo anche riflettendo a livello di CdA”.








