Ticino e Grigioni

Sindaci italiani increduli sulla votazione

C'è preoccupazione sulla fascia di confine, i sindaci si sono riuniti già ieri pomeriggio, domenica, per capire le possibili ripercussioni dell'iniziativa UDC

  • 10.02.2014, 07:15
  • 4 maggio, 12:56
Foto RSI

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L'esito della votazione federale non ha lasciato indifferenti i sindaci di frontiera, molto attenti al "capitolo" che riguarda il contingentamento dei lavoratori frontalieri. Maria Sole Del Medio, presidente della Comunità Montana del Piambello, l'ente sovracomunale che riunisce circa 30 Comuni della provincia di Varese, ha infatti radunato sindaci, assessori e consiglieri all'interno dell'ex stazione degli autobus di Lavena Ponte Tresa pochi minuti prima dell'esito finale del voto in Svizzera. Nessun consiglio di guerra, come sottolineato proprio dal sindaco di Lavena Ponte Tresa, presente, ma piuttosto una riflessione sulla volontà degli svizzeri.

"Ero convinto che a livello svizzero - ha detto - il referendum venisse ostacolato, ma evidentemente il testo sull'immigrazione di massa ha fatto presa sulla popolazione". Roncoroni ha difeso i frontalieri ed i ristorni ed ha pure suggerito agli svizzeri di incidere su quell'immigrazione "professionale" che arriva dalla fascia oltre i 20 chilometri, che si solito sono i cosiddetti padroncini. Maria Sole De Medio ha detto chiaramente ai suoi sindaci che "se questo è il risultato è perché il problema sussiste", l'effetto dumping c'è e si vede per molti dei municipali presenti. De Medio chiederà che nei prossimi giorni si facciano sentire le istituzioni italiane superiori con quelle ticinesi, nel rispetto delle regole e di una democrazia come quella svizzera. Il clima tra i sindaci, preoccupati per i lavoratori italiani, è comunque tutt'altro che sereno.

Non sono mancate voci critiche come quella del sindaco di Luino Andrea Pellicini, che si è chiesto "se la Svizzera è aperta solo ai capitali esteri. Con questo voto, ha chiosato, dimostrano di allontanarsi dallo loro storica tradizione di popolo accogliente trasformandosi a tutti gli affetti in extracomunitari", facendo riferimento alla volontà di "slacciarsi" dalla libera circolazione. Voci critiche si sono levate anche dall'eurodeputata Lara Comi, che ha ritenuto l'esito "un dato preoccupante, un grave danno per la Svizzera".

sdr

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  • Le considerazioni dell'eurodeputata Lara Comi

    RSI Info 09.02.2014, 21:49

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