L’iniziativa denominata “Aiutiamo le scuole comunali. Per il futuro dei nostri ragazzi” promossa dalla sinistra nel 2009 (9'882 le firme raccolte) è stata bocciata lunedì dalla maggioranza del Gran Consiglio ticinese (50 voti contro 19 e un astenuto).
Il testo chiede, tra le altre cose, di ridurre ad un massimo di 20 il numero di allievi per classe, di potenziare il sostegno pedagogico e realizzare più mense e doposcuola.
I contrari, come ha spiegato la relatrice del rapporto di maggioranza Maristella Polli (PLR), ritengono troppo elevati i costi che sarebbero generati. Secondo le valutazioni del DECS, gli oneri finanziari aggiuntivi sono valutabili tra i 28 e i 38 milioni di franchi in totale per cantone e comuni. Oltre a ciò si aggiungerebbero una novantina di milioni per l’edilizia scolastica.
Inoltre, hanno sottolineato i contrari, negli ultimi anni sono già state accolte alcune delle rivendicazioni degli iniziativisti, come ad esempio la cantonalizzazione e il rafforzamento del sostegno pedagogico e la possibilità per i municipi di assumere docenti d’appoggio (controproposta PLR-PPD contraria alla riduzione degli allievi per classe accolta lo scorso settembre dal Legislativo cantonale).
Prima del voto il relatore del rapporto di minoranza, il socialista Francesco Cavalli , era però stato chiaro: “Siamo ancora in tempo. Possiamo approvare l’iniziativa qui e non andiamo a votare, altrimenti noi siamo pronti”. L’appuntamento sarà dunque alle urne.
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