In un contesto in cui i mutamenti climatici si manifestano con effetti sempre più concreti sul territorio ticinese, pur avendo origini e dinamiche di portata globale, Cantone e Comuni rafforzano l’impegno comune per affrontare questa sfida. Il settimo Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni, svoltosi giovedì presso l’Auditorium della Scuola cantonale di commercio a Bellinzona, segna un passo importante in questa direzione, ponendo le basi per una collaborazione più stretta, strutturata e orientata a soluzioni concrete.
L’incontro ha riunito oltre 200 partecipanti tra rappresentanti del mondo politico, istituzionale, tecnico e accademico, chiamati a confrontarsi su una sfida che riguarda in modo sempre più diretto il territorio. Promosso dal Dipartimento delle istituzioni e dal Dipartimento del territorio, con la partecipazione di MeteoSvizzera, il pomeriggio di studio ha voluto mettere al centro non solo l’analisi dei nuovi scenari climatici, ma soprattutto il modo in cui questi possono tradursi in scelte concrete a livello locale. Il senso della giornata è emerso con chiarezza fin dall’inizio. Di fronte a fenomeni complessi, che hanno cause ampie ma conseguenze molto vicine alla quotidianità delle persone, la collaborazione tra livelli istituzionali appare sempre meno come un’opzione e sempre più come una necessità.
A riassumere lo spirito dell’incontro è stato Marco Gaia, climatologo di MeteoSvizzera, che ha richiamato la necessità di un’assunzione di responsabilità collettiva. Il suo invito è stato quello di agire insieme, coinvolgendo cittadini, istituzioni e mondo economico, perché la risposta alla crisi climatica non può che essere condivisa.
Soluzioni vicine al territorio
Nel suo intervento Gaia ha anche ricordato quale sia la direzione generale da seguire. La priorità, ha spiegato, resta la decarbonizzazione della società e quindi l’abbandono dei combustibili fossili come fonte primaria dell’energia utilizzata nella vita quotidiana. È il capitolo della mitigazione, cioè della riduzione delle emissioni. Ma accanto a questo c’è anche un altro fronte, ormai inevitabile, che è quello dell’adattamento.
Su questo punto si è soffermato anche il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, secondo cui esiste ancora un margine per intervenire in modo utile, purché lo si faccia da subito e con una visione di lungo periodo. Il Cantone, ha ricordato, si è già mosso per favorire l’abbandono dei combustibili fossili, ma una parte decisiva del lavoro passa dagli interventi locali e diffusi, quindi dal ruolo dei Comuni.

Cantone e comuni sui cambiamenti climatici
Il Quotidiano 23.04.2026, 19:00
Proprio sul livello comunale sono stati espressi esempi concreti. A Stabio, per esempio, il lavoro è partito dall’individuazione delle isole di calore. La vicesindaca Francesca Frigerio ha spiegato che uno studio ha permesso di identificare i punti più critici del Comune e che gli interventi procederanno gradualmente nel tempo. L’obiettivo è ridurre dove possibile le superfici asfaltate, introdurre terreni drenanti e aumentare le piantumazioni, puntando su alberi capaci di adattarsi al nuovo clima.
Una linea che si ritrova anche nelle considerazioni di Timothy Delcò, economista e docente SUPSI, che ha insistito sulla necessità di un approccio integrato. Prima occorre capire dove si trovano le zone più esposte, poi valutarne gli effetti sulla vita delle persone e infine intervenire sull’ambiente costruito. In quest’ottica, aumentare il verde è importante, ma conta anche farlo in modo mirato, così come ripensare facciate e superfici che tendono ad assorbire troppo calore.
Dal confronto di Bellinzona è emerso anche un messaggio politico piuttosto chiaro. Collaborare tra livelli istituzionali non significa aspettare che ogni impulso arrivi dall’alto. In questo ambito, anzi, i Comuni hanno già oggi margini significativi per muoversi in autonomia. A sottolinearlo è stato Marzio Della Santa, capo della Sezione enti locali, ricordando che su questi temi si può operare molto anche senza particolari vincoli o interventi diretti da parte del Cantone o della Confederazione.
Una parte importante della giornata è stata dedicata ai 14 laboratori tematici, che hanno dato al simposio un taglio particolarmente pratico. I partecipanti hanno potuto confrontarsi direttamente su strumenti operativi, buone pratiche e soluzioni immediatamente applicabili nei diversi contesti comunali. Dalla gestione delle ondate di calore alla risposta agli eventi naturali estremi, fino alle strategie per coinvolgere la popolazione, il lavoro si è concentrato su problemi reali e su possibili risposte concrete.
I laboratori hanno avuto anche un’altra funzione, forse meno visibile ma non meno importante, cioè quella di favorire contatti diretti tra persone e servizi.







