Alla scoperta di una tradizione legata al Venerdì Santo. Un giorno, questo, in cui le campane non dovrebbero suonare e allora in alcuni luoghi, come a Muggio, c’è chi gira per il paese per annunciare il mezzogiorno con le trabacole, dei piccoli strumenti rumorosi fatti di legno. Questa tradizione era finita nell’oblio ma negli ultimi anni è stata recuperata grazie a Nemesio Cereghetti.
“Io ho 87 anni, e ottant’anni fa qui a Muggio c’erano tanti ragazzi”, racconta Nemesio Cereghetti ai microfoni di SEIDISERA. “Allora si facevano queste suonate di trabacole. Ai tempi però non si faceva solo sul mezzogiorno, ma anche la sera, per un totale di tre volte al giorno. Così tutta la gente veniva in chiesa”.
L’origine di questa tradizione? “A me le trabacole sono state tramandate dai miei genitori”, prosegue Nemesio. “Non so quale sia l’origine, ma penso che forse ai tempi, quando si è venuto a sapere che non si potevano suonare le campane al Venerdì Santo, hanno inventato questa tradizione, che è ben accolta nel nostro paese”. Ed è così che grandi e piccini si riversano nelle strade a far risuonare le trabacole, il tutto ripetendo una tipica cantilena in dialetto: “È mezzogiorno: e se c’è qualcuno che non vuol mangiare, resti a pancia vuota”.
“Questo esemplare ha minimo 60 anni, forse anche di più”, prosegue Nemesio mostrando una picola trabacola in castagno. “È una tavola con fissati due ferri, da una parte e dall’altra, che poi vengono azionati producendo quel rumore tipico. Dopo tutto questo tempo ho dovuto ripararla, mettendo dei ganci e dei ferri per tenerla insieme...”
Trabacole, la rinascita di una tradizione
Il giorno del Venerdì Santo le campane devono restare silenziose. Ecco allora spuntare, come succede in Val di Muggio, questi piccoli e rumorosi strumenti di legno

Le trabacole risuonano a Muggio
SEIDISERA 03.04.2026, 18:00
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