A Mendrisio si è svolto giovedì sera l’inizio delle “Processioni della Settimana Santa di Mendrisio”. Una rappresentazione estremamente legata alla tradizione ma che, con il riconoscimento UNESCO del 2019, ha saputo rinnovarsi e sviluppare un ancor più saldo legame con il turismo.
Al calar del sole tra le vie del borgo viene inscenata la fünziun di Giüdée (Funzione dei Giudei), la processione del Giovedì Santo. Ed erano due anni che questo non succedeva. “Dopo la grande gioia del riconoscimento dell’UNESCO, effettivamente ne sono successe di ogni tipo.”, spiega Gabriele Ponti, presidente della Fondazione Processioni Storiche.
“Siamo riusciti a fare una processione virtuale, causa Covid. Poi il maltempo: ci ha ogni tanto impedito di uscire in processione. È qualche anno che la meteo ci gioca contro. Quest’anno invece: due giorni di sole bello pieno”.
“Al momento siamo nella chiesa di San Giovanni, che ha una particolarità”, continua Ponti intervistato giovedì pomeriggio da SEIDISERA. “Non è di proprietà della Chiesa, ma è di proprietà del Comune”. “Queste processioni, sebbene abbiano una base religiosa, sono quindi anche una tradizione storica del Comune della città di Mendrisio”, sottolinea Ponti.
“Processioni della Settimana Santa di Mendrisio”
Cosa è cambiato dopo il riconoscimento dell’UNESCO? “Da un lato il senso di appartenenza, che ha qualche cosa di speciale, unico e veramente definito”, spiega Nadia Lupi, membro del Consiglio di Fondazione delle Processioni e direttrice dell’Organizzazione turistica del Mendrisiotto.
“lo sento che la gente è molto più consapevole di avere un tesoro per le mani. Dall’altra parte, le processioni sono state anche inserite in una rete nazionale gestita da World Heritage Experience Switzerland (un’associazione mantello di gestione dei patrimoni materiali e culturali).
“Ora, l’evento viene presentato in un modo molto più importante, in contesti internazionali, e quindi diventa molto più probabile che la regione venga considerata una destinazione turistica. Non bisogna negare, però”, conclude Lupi, “che le processioni hanno sempre attratto un pubblico turistico: abbiamo ritrovato nell’archivio, per esempio, dei manifesti che parlano delle processioni degli anni ‘50 come un elemento per venire in Ticino”. Delle processioni di Mendrisio, infatti, si parla già nella seconda metà del XVII secolo.
Ma oggi quanto si sente la voglia di rinnovare e quanto invece è forte il radicamento nella tradizione? “Avere delle radici ben piantate per terra è importante”, risponde Gabriele Ponti. “Comunque, essendo una tradizione vivente, è importante che evolva col tempo. Di conseguenza, non è la processione del 1798 che noi oggi andiamo a rappresentare. Le caratteristiche di base sono quelle, ma ci sono stati negli anni degli interventi, vuoi nei personaggi, vuoi nella modifica di alcuni aspetti legati alla funzione. Ci siamo aggiornati e ci aggiorniamo sempre. Questo è importante: rimanere al passo con i tempi”.

A Mendrisio si rinnova la tradizione delle processioni
Il Quotidiano 02.04.2026, 19:00

Visita guidata nella Mendrisio pasquale
Prima Ora 02.04.2026, 18:00









