Una truffa da ben un milione e mezzo di euro, commessa per di più ai danni di un prete. È questa la rocambolesca vicenda su cui sta indagando la procura ticinese. Il sacerdote italiano intendeva utilizzare l’eredità dei genitori per costruire un monastero a San Paolo, in Brasile, dove si era trasferito.
In attesa di definire i dettagli del progetto, qualche anno fa affidò i soldi a un conoscente. L’idea era quella di farli fruttare, investendoli temporaneamente nell’attività commerciale del 50enne (pure italiano, residente nel Mendrisiotto).
Poi – almeno secondo la presunta vittima – l’amara sorpresa. Quando domandò di poter disporre della somma, l’uomo rispose che i fondi non c’erano più. La società era fallita, il denaro andato perso nell’affare.
La spiegazione non convinse il prete, che attraverso il suo avvocato (Daniel Ponti) decise di sporgere denuncia penale. Di qui l’avvio dell’inchiesta, giunta ora alle battute finali. Contro il 50enne la procuratrice Anna Fumagalli ipotizza i reati di truffa e falsità in documenti.
L’Équipe finanziaria del ministero pubblico ha effettuato una ricostruzione contabile, da cui emergerebbero prelevamenti e bonifici dubbi. Uscite sulle quali è stato chiesto al 50enne di prendere posizione.
Impossibile però saperne di più. Il legale dell’imputato, Marco Frigerio, ha preferito infatti non rilasciare dichiarazioni. Frigerio si è limitato a confermare che l’imprenditore (sempre rimasto a piede libero) contesta ogni addebito.
Prete truffato
Il Quotidiano 17.12.2019, 20:00







