Ticino e Grigioni

"Tutti potete contare sull'aiuto dell'Ente pubblico"

Le considerazioni del presidente del Consiglio di Stato ticinese, Claudio Zali, alla fine di un anno particolarmente difficile e i suoi auspici per il 2023 - L'intervista

  • 31.12.2022, 19:18
  • 20.11.2024, 12:15
Il presidente del Consiglio di Stato ticinese, Claudio Zali
05:56

SEIDISERA 18.00 del 31.12.22 L'intervista al presidente del Consiglio di Stato ticinese Claudio Zali

RSI New Articles 31.12.2022, 16:44

  • Ti-Press
Di: SEIDISERA 

Come da tradizione, in occasione della fine dell'anno, la RSI ha intervistato il presidente del Consiglio di Stato ticinese di turno. Alessandro Broggini lo ha incontrato in un posto insolito, al buffet della stazione di Bellinzona.

Claudio Zali, come mai ha scelto questo luogo?

"È un luogo simbolico, rappresenta la nuova centralità di questi luoghi nella riscoperta della mobilità. Abbiamo lavorato quest'anno sul collegamento A2-A13, sul progetto delle nuove Officine di Bellinzona, sul tram treno, sulla circonvallazione Agno-Bioggio, eccetera. Ed è un lavoro che assorbe tanto, perché vi è da compiere un'infinità di atti procedurali per arrivare poi alla partenza... I cittadini fanno fatica a capire perché ci vogliono decenni e decenni per vedere completata una grande opera".

Questa è la seconda volta per Lei, da presidente del Consiglio di Stato. Cos'è cambiato?

"Quattro anni in più, meno capelli. Ho passato i 60. Questa è la mia esperienza personale. Poi purtroppo invece sono successe cose brutte che quattro anni fa non ci saremmo aspettati. Un'emergenza COVID-19 devastante, una guerra in Europa che come singolo individuo mi preoccupa molto e mi fa dubitare di tutto il progresso che pensavamo di avere fatto dall'ultima guerra in Europa. Però anche qualche segnale positivo: la capacità dello Stato di reagire, per esempio, di avere aiutato i cittadini nel primo frangente e tantissimo e anche adesso la reazione alla sfida energetica e la solidarietà che abbiamo saputo manifestare".

Lei quattro anni fa disse alla RSI: "Uno dei miei obiettivi è lasciare un territorio migliore di come l'ho trovato. Oggi la questione ambientale è andata un po' in secondo piano rispetto alle nuove crisi che Lei ha appena citato. Questo le fa cambiare anche gli obiettivi?

"Assolutamente no, nel senso che l'equilibrio dell'uomo con il suo ecosistema è un macro-tema fondamentale. Gli avvenimenti di quest'anno, certo oscurati da quello che dicevamo, ma la grande siccità che abbiamo avuto, le temperature estreme, le bombe d'acqua che abbiamo vissuto in agosto-settembre ci fanno dire che anche qui da noi il tema dell'attenzione all'ambiente rimane uno dei temi fondamentali dei prossimi decenni".

All'interno della Lega dei ticinesi riesce a trovare una base che la sostiene sui temi climatici?

"Sì, ultimamente non mi sembra che il gruppo mi abbia votato contro quando ho portato avanti i messaggi per i nuovi incentivi. Ho il sostegno di questa politica. Credo che intimamente ogni cittadino la percepisca come corretta. Dopo va trovato il giusto equilibrio. Non bisogna eccedere, perché eccedere porta a essere ritenuti fondamentalisti e alla fine è controproducente. Essere catastrofisti, assillanti, monotematici, alla fine credo che non giovi alla causa".

Andiamo a toccare un po' le finanze del Cantone. La conferma è arrivata dal presidente della Banca nazionale. Soldi non ne arrivano più. Abbiamo un buco a preventivo che è di 200 milioni di franchi. Come si ripercuote sulla progettualità?

"Era già previsto che a partire dall'anno prossimo sarebbe stato necessario un percorso di rientro. Questo diventa evidentemente ancora più importante, ma andrà fatto discutendo su cosa può essere fatto ragionevolmente. Non si può tagliare la spesa pubblica di 200 milioni dalla sera alla mattina pensando che sia fattibile, che sia indolore".

Quanto è preoccupato?

"Non tantissimo, devo dire. Potremmo anche decidere che forse non è assolutamente imperativo, alla luce di questo imprevisto, rientrare alla pari proprio nel 2025. Adesso non dobbiamo essere sempre e assolutamente vittima di regole rigide che ci siamo dati, se queste non sono conciliabili con gli interessi dei cittadini".

Eppure i cittadini hanno votato un decreto che obbliga il Cantone ad arrivare alla parità nel 2025. Dall'altra parte, qualche anno prima, sempre i cittadini hanno ancorato alla Costituzione un pareggio di bilancio che potrebbe far scattare anche un meccanismo che agisce sulle entrate, non solo sulle spese. C'è il rischio che questo possa creare un cortocircuito nei prossimi anni?

"Dobbiamo veramente parlarci tutti e fare il punto della situazione, perché quello che lei ha detto è corretto. Non era lo scopo di questo esercizio; quando abbiamo adottato questi meccanismi di freno alla spesa o al disavanzo nessuno poteva prevedere che, da una settimana al l'altra, ci saremmo trovati con più di 100 milioni in meno nei nostri conti".

Non possiamo esimerci dal parlare della lista Lega e UDC. Piero Marchesi non ha nascosto di ambire al suo seggio in Consiglio di Stato. Come si vive o come sta vivendo una campagna elettorale che potremmo definire un po' da... bersaglio?

"Devo dire che lei riesce a essere pungente con garbo. Magari ne riparleremo fra quattro anni, se mi farà ancora l'intervista presidenziale, perché mi toccherebbe in destino di chiudere anche la prossima legislatura. Per arrivare alla domanda, che non voglio eludere, francamente non è gradevole. La politica non dovrebbe essere fatta di attacchi personali. Adesso non lo considero un attacco. Però dire che si ambisce a un seggio nella lista va bene, dire che si ambisce proprio al mio lascia un certo retrogusto un po' sgradevole".

Piero Marchesi dice che i consiglieri di Stato applicano il metodo, da lui definito, "famiglia del Mulino Bianco": "Io non disturbo te, tu non disturbi me". È così?

"Come fanno a sapere che noi sgranocchiamo biscotti invece di discutere i nostri temi? Io credo che quello che succede in una seduta di Consiglio di Stato lo sappiano solo i cinque consiglieri di Stato e il cancelliere che partecipa. Dopo in questa critica io vedo qualcosa di positivo, nel senso che questo Governo (che magari non è fatto di fuoriclasse... Non siamo i galacticos del Real Madrid), ha la qualità di essere una squadra coesa. Coesa al punto che da fuori si fatica a vedere che vi è un processo critico che porta alle decisioni. Ma io posso assicurare che le questioni strategiche di questo Cantone, a partire dai conti dello Stato, le questioni CoVID-19, le macro questioni che hanno coinvolto tutti, sono state discusse con opinioni diverse al nostro interno. Poi siamo stati capaci di uscire in maniera unita e dare un'impressione di forza. Lo considero una qualità e non un punto debole di questo Governo".

L'auspicio di Claudio Zali per il 2023...

"Auguro a tutti di resistere in un momento difficile, di mantenere fiducia nel futuro e nei nostri giovani, che sono bravi e nei quali dobbiamo credere. E sappiate tutti che si può sempre contare sull'aiuto dell'Ente pubblico, che finora c'è stato e continuerà a esserci anche in futuro. Presente per voi".

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