Ticino e Grigioni

"Un caso per noi chiuso"

Si precisano i contorni dell'inseguimento oltreconfine fatto da poliziotti italiani poi fermati dai colleghi ticinesi

  • 04.02.2015, 02:02
  • 4 maggio, 14:06
Renato Pizolli, responsabile della comunicazione della polizia cantonale

Renato Pizolli, responsabile della comunicazione della polizia cantonale

  • ©Ti-Press

La vicenda dell'inseguimento transfrontaliero sfociato nel blocco e nell'interrogatorio di 2 agenti italiani da parte della polizia ticinese sarebbe stata segnalata al ministero degli esteri a Roma, per una valutazione della correttezza dell'operato della cantonale. A riferirlo è stata l'ANSA.

"Che il loro rapporto di servizio sarebbe stato trasmesso a Roma lo apprendo adesso come lei", commenta Renato Pizolli. "Posso dire che per parte svizzera il caso è chiuso. Si era proceduto ai controlli, previsti dalle procedure, per verificare la regolarità dello sconfinamento", ci dice il portavoce di polizia.

Non sono quindi emerse irregolarità sostanziali. Quanto al permesso ottenuto dai due, prima, al centro di cooperazione doganale, Pizolli osserva che "non è certo cosa che si regola con un documento scritto", visti i tempi imposti da un inseguimento oltre confine. A imporsi invece sono in ogni caso, le dovute verifiche.

L'episodio sarà comunque "discusso nei periodici incontri fra autorità svizzere e italiane in materia di polizia", ci anticipa il portavoce.

Red.MM/ARi

CSI 18.00 del 04.02.15 - Il servizio di Michele Rauch

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