“Il piano non è perfetto, perché la perfezione non è di queste cose”, osserva Elio Genazzi. Ma per il capo della Sezione enti locali l’obiettivo strategico dei 23 macrocomuni ha il merito di prefigurare una migliore corrispondenza alle mutate necessità dei cittadini. E in questo senso, secondo Genazzi, l’interesse all’efficienza delle istituzioni va di pari passo con la continuità di una visione federalista. “In questi anni il federalismo ha perso qualche colpo e a ciò ha contribuito anche una frammentazione eccessiva dei comuni”.
Una frammentazione ereditata da altre epoche e tale ormai da non rispecchiare – secondo Genazzi - le esigenze di cittadini che al giorno d’oggi si muovono parecchio e che hanno quindi, con i propri comuni, legami che non sempre vengono soddisfatti compiutamente.
È già di per sé molto ambizioso, questo traguardo di 23 macrocomuni nell’arco di due legislature. Ma il responsabile cantonale rileva di aver anche ricevuto, sul terreno, segnali di apertura all’idea di soluzioni ancora più drastiche. “Nel caso del processo d’aggregazione di Serravalle, nelle serate informative, già qualcuno diceva che si doveva puntare a realizzare un comune unico della Val di Blenio” . E soluzioni analoghe – aggiunge – vengono ormai ipotizzate anche per altre realtà del cantone, come nel caso della valle del Vedeggio.
Anche per queste ragioni. Il Piano presentato oggi contempla la possibilità di soluzioni tali da andare anche al di là degli obiettivi cantonali. Senza però, sostiene Genazzi, rischi di derive eccessive. In questo senso, scenari come un unico comune per il Sopraceneri o il Sottoceneri sono certamente da escludere. Soluzioni così sistematiche, secondo il capo della Sezione Enti Locali, “metterebbero in discussione quelli che sono gli equilibri socioeconomici del cantone”.
Red.MM/CSI/ARi






