Passivesmoke.ch è una piattaforma nazionale che ha l’obiettivo di proteggere la salute delle persone esposte al fumo passivo e favorire la convivenza pacifica tra fumatori e non fumatori. Si tratta di un progetto congiunto dell’Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo (AT Svizzera) e della Lega polmonare svizzera. È stato presentato giovedì alla Scuola cantonale di commercio di Bellinzona.

Proteggere dal fumo passivo
Il Quotidiano 16.04.2026, 19:00
La scelta di introdurre il progetto in una scuola non è un caso. “Si sa che la maggior parte delle persone inizia a fumare in giovane età. Anche per questo, dunque, è importante portare la prevenzione fra i giovani”, ha detto il consigliere di Stato Raffaele De Rosa durante la conferenza.
Fumo passivo, un problema sottovalutato
Luciano Ruggia, direttore di AT Svizzera, ricorda che nel 2010 è stato vietato il fumo negli spazi chiusi. “Da lì non è più stato fatto niente. Non c’è stata una campagna di sensibilizzazione. In Svizzera ci sono 9 milioni di persone e circa 2 milioni sono fumatori. 7 milioni sono i non fumatori che sono disturbati da queste situazioni, come persone anziane con problemi polmonari e bambini. Questo è un grosso problema”, racconta ai microfoni di SEIDISERA.
I rischi del fumo passivo
Nel frattempo, sono diventate molto popolari le sigarette elettroniche. E poi c’è un altro problema, il fumo terziario: si tratta di sostanze nocive che si accumulano su pelle, tessuti e mobili e che possono essere trasmesse a chi non fuma.
Quali sono i rischi? Federico Peter, medico cantonale aggiunto spiega che il fumo passivo “è associato a malattie cardiovascolari come infarto miocardico ma anche ictus, tumori – in particolare dei polmoni – che colpiscono anche le persone esposte al fumo senza consumare attivamente delle sigarette, tradizionali o elettroniche”.
Obiettivo Passivesmoke.ch
Lo scopo è quello di offrire informazioni scientifiche e consigli pratici con l’obiettivo di dare l’opportunità a chi è esposto al fumo passivo di esercitare i propri diritti. “Il diritto è quello di avere un’aria pulita”, spiega Jocelyne Gianini, responsabile del Servizio promozione e prevenzione della Lega polmonare ticinese. “L’idea è di trovare una giusta maniera di colloquiare, dove il diritto di ognuno possa essere rispettato”.
Quindi, il consiglio per proteggersi dal fumo passivo, dice Gianini è di “allontanarsi almeno tre metri (da chi fuma, n.d.r.). Alcuni studi indicano dai tre agli otto metri. Dunque il più lontano possibile”.







