Studio

Un gene contro la dipendenza dalla nicotina

Una ricerca conferma il ruolo della genetica nella resistenza al tabacco e potrebbe portare a un trattamento più efficace contro la dipendenza

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Le varianti di un gene portano a una maggiore resistenza alla nicotina

Le varianti di un gene portano a una maggiore resistenza alla nicotina

  • Keystone
Di: Cécile Durring (RTS)/sf 

Non siamo tutti uguali di fronte alla sigaretta. La dipendenza dalla nicotina non è frutto del caso, ma è scritta nei nostri geni, come dimostra uno studio americano‑messicano pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications. La ricerca conferma una realtà genetica già documentata in passato.

Per giungere a questa conclusione, gli scienziati hanno analizzato i genomi di oltre 250’000 fumatori e fumatrici provenienti da tre continenti. Hanno scoperto che una parte delle persone portatrici di una o due varianti del gene CHRNB3 fumava meno, in alcuni casi nettamente meno, rispetto alle altre.

Maggiore resistenza

Nel dettaglio, chi presenta una variante del gene CHRNB3 fuma il 21% di sigarette in meno al giorno, mentre le persone portatrici di due mutazioni ne consumano quotidianamente il 78% in meno.

Il loro cervello è meno ricettivo alla nicotina. “Queste persone, che rappresentano una minoranza, hanno un recettore, che si può immaginare come una serratura di cui la nicotina sarebbe la chiave, meno efficace e più resistente”, spiega Thierry Favrod‑Coune, medico responsabile dell’unità delle dipendenze degli Ospedali universitari di Ginevra (HUG). Grazie a questo recettore, le persone portatrici della variante genetica tendono quindi a fumare meno.

La base genetica della dipendenza da nicotina (RTS, 19h30, 24.03.2026)

Verso un trattamento più efficace?

I farmaci che bloccano il recettore della nicotina nell’organismo esistono già oggi, ma la loro efficacia è solo parziale. Questa nuova scoperta alimenta la speranza di sviluppare un trattamento capace di imitare l’effetto inibitore della variante genetica studiata.

“Dato che la riduzione del consumo di tabacco è dell’80% nelle persone che possiedono entrambe le varianti del gene, si può immaginare che questo nuovo trattamento sarebbe da tre a quattro volte più potente rispetto ai farmaci attuali”, sottolinea Favrod‑Coune.

In Svizzera, il tabacco è responsabile del 14% dei decessi. Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica, si tratta della sostanza che causa il maggior numero di morti, davanti ad alcol e droghe.

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  • Carlotta Moccetti
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