Ticino e Grigioni

Voto elettronico, parliamone

Il Parlamento ticinese, in sede di revisione della Legge sui diritti politici, apre di principio alla sperimentazione

  • 6 novembre 2018, 23:27
  • 9 giugno 2023, 02:42

CSI 18.00 del 6 novembre 2018 - Gran Consiglio

RSI Ticino e Grigioni 06.11.2018, 23:36

  • Ti-Press
Di: EnCa

Il Gran Consiglio ticinese martedì ha dato luce verde di principio alla sperimentazione del voto elettronico. Si tratta di una grossa novità, scaturita nell'ambito della revisione della Legge sull’esercizio dei diritti politici (LEDP). La discussione sulla trattanda, che prevedeva 72 emendamenti, è durata sei ore e ha portato a decisioni importanti: infatti, oltre al sì alla sperimentazione, si è deciso che i candidati in Consiglio comunale non dovranno fornire l'estratto del casellario giudiziale. Alcune decisioni prese comporteranno varie modifiche costituzionali che saranno sottoposte a votazione popolare (forse a febbraio 2019). Anche per questo il voto sul complesso avrà luogo in occasione della prossima seduta, tra una decina di giorni.

Sì alla sperimentazione dell'urna "digitale"

I deputati si sono espressi a lungo in merito alla possibilità di votare elettronicamente, suscitando pareri discordi, soprattutto a riguardo della sicurezza informatica e del rischio di brogli. Carlo Lepori (PS) ha annotato che "se per falsificare un voto per corrispondenza ci vuole una firma falsa, con il voto elettronico basta avere un codice per votare al posto di un’altra persona". Gli ha fatto eco il leghista Boris Bignasca, definendo la proposta del voto elettronico in tempi brevi "un’americanata che non ha senso concretizzare in fretta".

Paolo Pamini (La Destra) ha invece ricordato che si tratta di una base legale per avviare una sperimentazione e non ci sono motivi per impedire che questo accada. "La gente su Internet compra di tutto" e non si corrono rischi, ha rilevato Pamini, "se si prendono le dovute cautele e lo stesso vale per il voto elettronico". Michele Foletti (Lega) ha ricordato che "non si può trattare di un’americanata visto che negli USA si va al seggio e si vota su apparecchi elettronici, mentre il sistema previsto in Svizzera è molto svizzero" e quindi più sicuro. L'emendamento che dà luce verde alla sperimentazione è stato approvato dall'aula con 38 voti a favore, 20 no e 3 astenuti. È ancora prematuro comunque fare previsioni su come e quando sarà avviata la sperimentazione.

Candidati in Consiglio comunale, niente estratto dal casellario

Un'altra trattativa fiume si è avuta sull’emendamento, formulato da Franco Celio e Giorgio Pellanda (PLR), con cui si cancella la necessità di richiedere l’estratto del casellario giudiziale per il Consiglio comunale. Foletti ha avanzato a sua volta un emendamento sullo stesso argomento, che è finito in contrapposizione con quelli dei due parlamentari liberali-radicali. Alla fine, il Parlamento ha accolto la modifica suggerita dal leghista mentre Celio ha chiesto di ritirare i suoi emendamenti. È perciò passata la soluzione che esige il casellario da tutti i candidati a consessi politici, eccezion fatta per i Legislativi comunali.

Niente voto ai sedicenni e agli stranieri domiciliati

Si è entrati nel dettaglio anche sul voto per temi cantonali e comunali a sedicenni e stranieri con permesso di domicilio, sostenuto da Matteo Pronzini (MPS), entrambi bocciati dai parlamentari. Jacques Ducry (PS) ha evidenziato che si trattava di due temi che avrebbero meritato un’analisi più dettagliata e ampia ed è quindi un peccato averli respinti senza aver approfondito l’argomento.

Voto elettronico da sperimentare

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