Ticino e Grigioni

Un palazzetto nuovo, ma per chi? A Lugano niente fusione nel basket

I Tigers navigano in cattive acque, sportive e finanziarie, ma il presidente Cedraschi esclude il matrimonio con la SAM - La Città chiede una realtà degna della nuova struttura ed è delusa

  • Un'ora fa
Il cantiere del nuovo palazzetto
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Basket, sfuma la fusione tra Lugano e Massagno

SEIDISERA 13.03.2026, 18:00

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Di: SEIDISERA - Marcello Ierace / pon 

Consegnato lo stadio, la AIL Arena, a Lugano si guarda ora all’altro importante tassello del Polo Sportivo e degli Eventi, il palazzetto dello sport che sarà pronto alla fine dell’anno. Ancora non si sa però se quello che dovrebbe essere il principale inquilino sarà degno del nuovo palcoscenico. Perché a differenza del calcio, la pallacanestro cittadina, che da decenni attende una struttura all’altezza, oggi che sta per riceverla non naviga in acque tranquille. “Noi abbiamo sempre lavorato per avere una squadra di basket, in questo caso i Lugano Tigers, che fosse forte, solida e potesse concorrere a livello nazionale con un palazzetto da 3’000 posti”, ha affermato il municipale Roberto Badaracco ai microfoni della RSI. “Il discorso che abbiamo fatto di unione delle forze era semplicemente perché ci siamo accorti che c’è una società che ha avuto negli ultimi anni delle grosse difficoltà a livello economico, spesso non arrivava a chiudere i bilanci o ha dovuto chiedere degli aiuti, dei sostegni anche da parte dell’ente pubblico”.

Per i Tigers stagioni difficili sportivamente e finanziariamente

Per i Tigers stagioni difficili sportivamente e finanziariamente

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Il presidente dei Tigers esclude la fusione

Si era ventilata l’ipotesi di una fusione con la SAM Massagno, che oggi ha una sua casa più piccola del palazzetto ma di recente costruzione, la palestra delle scuole di Nosedo. SAM che però è pure confrontata con una stagione non felicissima, quantomeno sotto il profilo sportivo (è 6a su 9 in classifica con 14 punti, Lugano 8a con 8). Il presidente dei Tigers, Alessandro Cedraschi, esclude però che si possa andare in questa direzione: “La volontà del comitato e gli ultimi sviluppi in seguito a incontri vari mi fanno presupporre che l’idea è quella di rimanere con la nostra entità, iscrivere la prima squadra al campionato futuro e sviluppare quello che è il movimento giovanile”.

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Entriamo nel cantiere del palazzetto dello sport

Il Quotidiano 12.02.2026, 19:00

Secondo Cedraschi, “non è facendo fusioni abbastanza forzate che si aumenta il numero di spettatori. L’aumento degli spettatori viene quando si riesce a creare dell’entusiasmo e una struttura attrattiva anche per il pubblico”.

Badaracco deluso: “Vorremmo un cambiamento di passo”

Il “no” di Cedraschi lascia “costernato e molto deluso” Badaracco, perché “Cedraschi sta facendo un discorso suo, quasi personale, mentre noi vorremmo fare un discorso per la collettività. Il nostro è un lavoro che va verso finanze solide, un’organizzazione efficiente e un comitato in cui ognuno abbia i suoi ruoli e compiti. Vorremmo che ci fosse un cambiamento di passo”.

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Lugano, anche il palazzetto di proprietà della Città

Il Quotidiano 10.02.2026, 19:00

“Tremila posti ma poche decine di spettatori, sarebbe incredibile e scandaloso”

C’è il timore da parte della Città di ritrovarsi con una scatola vuota? Per Badaracco, “il punto è proprio questo, che ci portati ad avviare queste discussioni per un’unione delle forze. Perché avere decine di spettatori in un palazzetto da 3’000 posti sarebbe una cosa incredibile e scandalosa”.

Massagno sta meglio ma è favorevole “a una realtà forte a livello regionale”

E Massagno cosa ne pensa? Dal profilo economico la situazione è molto più tranquilla, “chiuderemo la stagione in pareggio, non siamo in una situazione debitoria grave, le finanze sono assolutamente sotto controllo”, ha risposto il presidente Fabio Regazzi. In prospettiva, però, “non vediamo grandi possibili sviluppi, per cui abbiamo ritenuto che questo approccio promosso dal Municipio di Lugano fosse interessante proprio per creare con presupposti diversi una realtà forte a livello regionale, che possa essere la bandiera del basket ticinese a livello nazionale”.

La palestra delle elementari di Nosedo, casa della SAM Massagno

La palestra delle elementari di Nosedo, casa della SAM Massagno

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Se i Tigers dovessero chiamarsi fuori, “sarebbe peccato” vista la situazione “non facilissima”. Per Regazzi, “se vogliamo guardare avanti e in faccia alla realtà, dobbiamo ragionare su uno scenario del genere, altrimenti rischiamo di far naufragare questo progetto, con conseguenze al momento difficili da valutare”.

Il FC Lugano esclude l’ipotesi polisportiva

E se in soccorso del basket in difficoltà intervenisse il calcio? Il FC Lugano non ha mai pensato di trasformarsi in polisportiva, come il Barcellona. Ai microfoni della RSI il direttore Martin Blaser lo esclude categoricamente. “Se si parla di acquistare, di diventare proprietari di una squadra di basket, quello lo posso escludere al 100%”, ha dichiarato. “Abbiamo tante sfide e dobbiamo focalizzarci su quello che stiamo facendo”, precisa. “Le collaborazioni le valutiamo sempre, non vale solo per il basket, e alcune le abbiamo già in essere. Ma prendere in mano, quello assolutamente no”. Il proprietario del FC Lugano, il miliardario statunitense Joe Mansueto, già “versa 15 milioni all’anno”, “abbiamo l’AIL Arena e così tante sfide che l’unico modo strategico di guardare avanti è quello di focalizzarci. Pensiamo di capire qualcosa del mondo del calcio e proviamo a fare lì il meglio. Tutte le altre cose non hanno priorità e non fanno parte delle riflessioni interne”.

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